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Sant’Orsola e rione di San Lorenzo, lanciato il percorso partecipativo Breaking news, Cronaca

Firenze – Partecipazione, si torna a parlarne per un particolare settore della città, il complesso di Sant’Orsola e il rione di San Lorenzo. Così, dopo polemiche, smentite e risposte al veleno, la partecipazione torna a rappresentare un canale di forte impatto per decisioni pubbliche che coinvolgono gli amministrati. E viene lanciato un progetto per coinvolgere, da qui ai prossimi mesi, cittadini ed esperti nella rigenerazione partecipata del complesso di Sant’Orsola e del rione di San Lorenzo, attraverso una serie di eventi e iniziative quali incontri, interviste, camminate e laboratori, con un evento finale previsto nell’ex convento in una data non casuale, il 21 ottobre, giorno in cui si celebra proprio Sant’Orsola.

Il “lancio”  è avvenuto questa mattina.  Il percorso partecipativo “Laboratorio San Lorenzo”, ideato da Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, Ordine degli Architetti di Firenze e coordinamento Santorsolaproject, sostenuto dall’Autorità regionale per la partecipazione e che ha raccolto la manifestazione di interesse della Città Metropolitana, ha l‘obiettivo  della costruzione partecipata di un piano di interventi per la riqualificazione dell’ex convento di Sant’Orsola e degli altri spazi pubblici del rione, la creazione di una strategia di recupero e rigenerazione urbana che individui usi e funzioni degli spazi di San Lorenzo coerenti con le caratteristiche e le esigenze del tessuto urbano e sociale, elaborando strategie per aprire fin da subito alcuni spazi al piano terra dell’ex convento per usi temporanei.

Alla Palazzina Reale di piazza Stazione, sede di Ordine e Fondazione Architetti Firenze, si è tenuta stamani la presentazione dell’iniziativa, alla presenza di Francesco Alberti del DIDA Università di Firenze, Marzia Magrini consigliere dell’Ordine degli Architetti di Firenze, Emanuele Salerno del coordinamento Santorsolaproject, Chiara Pignaris di Cantieri Animati, Francesca Gelli e Giovanni Allegretti dell’Autorità regionale per la Partecipazione.

Il processo partecipativo prevede un percorso comune tra residenti del quartiere, professionisti e mondo accademico per ripensare insieme il futuro dell’ex convento: un modo semplice per trovare possibili soluzioni a questioni complicate, basato sul confronto dei diversi punti di vista e sul coinvolgimento, insieme agli esperti e ai facilitatori, della “gente comune”.

Sono quattro le fasi in cui si articola il percorso: preparazione, coinvolgimento, condivisione e restituzione. La prima fase è scattata oggi con l’incontro di avvio “Il più bel fior ne colgo” e con l’attivazione del sito open.toscana.it/web/laboratorio-san-lorenzo, e proseguirà con un focus group che si terrà il prossimo 6 aprile. Nella seconda fase sono in programma due camminate di quartiere sempre nel mese di aprile, interviste e focus group, oltre a un incontro pubblico di condivisione degli esiti previsto a Sant’Orsola a giugno. Nella terza fase spazio agli incontri con esperti, Città Metropolitana e Comune, a un punto informativo nel giorno San Lorenzo (10 agosto) nell’omonima piazza e, alla fine di settembre, a un laboratorio interattivo di co-progettazione da tenere sempre all’interno dell’ex convento, con l’approfondimento delle proposte, l’attivazione di tavoli tematici virtuali, focus group con associazioni e istituzioni e l’elaborazione di protocollo e linee guida. Infine l’ultima fase, con un evento pubblico finale previsto in un’altra data significativa, il 21 ottobre, giorno di Sant’Orsola, la diffusione degli esiti del progetto, la firma del protocollo e l’attivazione di un gruppo di monitoraggio.

Per quanto riguarda l’incontro di avvio del percorso, questa mattina alla Palazzina Reale è stato presentato “Il più bel fior ne colgo”, una prima ricognizione di sguardi sui problemi e le esigenze del rione di San Lorenzo con i contributi di associazioni, gruppi di cittadinanza attiva e istituzioni culturali: i diversi attori sociali che hanno aderito all’iniziativa hanno raccontato il proprio rapporto con il rione attraverso alcune immagini che sono state proiettate e che hanno dato il via al processo di mappatura delle esigenze di chi vive e lavora in San Lorenzo.

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