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“Sapere è bello. Omaggio a Marcello Pagnini” al Viesseux, Sala Ferri stipata Cultura

Firenze – Sala piena, al Viesseux, ieri sera per la presentazione e dibattito sull’opera “Sapere è bello. Omaggio a Marcello Pagnini”. L’opera, a cura di Franco Marucci,  è stata  presentata da Sergio Givone e Francesco Rognoni. L’appuntamento si è aperto con i saluti di Alba Donati, mentre a coordinare i contributi è stato Marino Biondi. L’incontro ha segnato una profonda riflessione non solo sulla figura di Pagnini, eminente critico letterario rigoroso e appassionato, esponente severo della corrente strutturalista, grande anglista e nello stesso tempo “fatalmente” attratto dal Romanticismo e dai suoi grandi e complessi protagonisti, ma anche sull’evoluzione delle scuole italiane dell’epoca, a cavallo fra anni ’50 e anni’80, in una interessante analisi che ha abbracciato la temperie dell’Italia letteraria dell’epoca.

Un “cavalcata” nelle vicende della critica letteraria di quei decenni fondanti la storia stessa dell’Italia che è emersa dal puntuale riscontro delle opere, degli interessi (molti pioneristici, come ha rilevato il relatore Francesco Rognoni, ricordando l’attrazione “in anticipo” rispetto ai tempi per autori di culto quali Marianne Moore e Wallace Stevens), dei dati “fondanti” la vicenda culturale e di vita di Marcello Pagnini; tra cui, come ha ricordato Sergio Givone, la centralità dell'”onestà” del critico nei suoi rapporti col testo, questo sì veramente “sole” centrale dell’attività di studi.

Un libro che tuttavia, come ha spiegato Franco Marucci introducendo  l’opera, ha un carattere particolare: “Un mio saggio di anni fa riassumeva il percorso critico e teorico di Pagnini, con analisi e discussioni dettagliate dei suoi libri e saggi; con Sapere è bello non si è voluto fare un libro di saggi critici o di approccio bibliografico e di rievocazione dello studioso tout court sullo sfondo dell’anglistica e della critica italiana e non. Volevamo presentare e far conoscere aspetti inediti e persino intimi del professore, il più internazionale dei professori per certi versi, ma anche il più locale: cittadino del mondo ma anche legatissimo a quel piccolo paese o piccola città che è la nativa Pistoia, paese però situato ai piedi delle montagne e, proverbialmente, non certo dalle scarpe grosse ma altrettanto sicuramente dal cervello fino”.

 

edf

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