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Sarkozy, la prima volta di un ex presidente in cella Politica

Parigi – Per la prima volta nella storia della V Repubblica un ex capo dello stato si trova in stato di fermo. E’ toccato all’ex presidente Nicolas Sarkozy , accusato di concussione e violazione del segreto istruttorio. Da stamani è dall’alba  sotto interrogatorio a Nanterre (Parigi), nella sede dell’organismo della polizia giudiziaria che lotta contro la corruzione, le infrazioni finanziarie e fiscali .

Come ogni capo dello stato d’oltralpe, Sarkozy non gode più dell’immunità da quando non è più in carica. Lo stato di fermo è di 24 ore che possono essere portate a 48 ore. A chiedere l’inedita ‘garde a vue’ per un ex inquilino dell’Eliseo sono stati due giudici istruttori Patricia Simon e Claire Thepaut che stanno cercando di accertare se Sarkozy avesse creato una rete di informatori per essere messo al corrente dell’evoluzione giudiziaria dei numerosi ‘”affaires” che lo toccano da vicino.

Sotto torchio sono finiti anche l’avvocato di Sarkozy e due magistrati della Corte di Cassazione. Uno di questo Gilbert Azibert avrebbe chiesto in cambio delle informazioni un alto incarico nel principato di Monaco. Il fermo di Sarkozy sarebbe legata a una serie di intercettazioni telefoniche legate a indagini su presunti finanziamenti libici alla campagna elettorale di Sarkozy. Nel corso delle indagini è emerso che Sarkozy  si serviva di un secondo cellulare, registrato sotto falso nome, per comunicare con il suo avvocato, anche lui dotato di un telefonino non a suo nome.

Negli ultimi tempi si sono moltiplicate le indagini che toccano o sfiorano il dinamico ex presidente, proprio nel momento in cui sta preparando un ritorno politico alla grande. Ultimamente gli si attribuiva l’intenzione di riprendere il controllo del suo partito l’UMP e magari anche rifondarlo in vista delle prossime presidenziali. Dalla sua sconfitta non è ancora emerso un leader in grado di  far fronte all’ondata del Front National e un suo ritorno alla guida del centro destra veniva ormai atteso da un numero crescente di suoi nostalgici.

Questo fermo segnerà una battuta d’arresto o invece, se non dovesse concretizzarsi in uno stato di accusa vero e proprio,  regalargli dei panni da “vittima” da sfruttare politicamente? Intanto il suo nome è legato a varie inchieste, da “Bygmalion”, legato ai finanziamenti della sua campagna elettorale 2012,  alla Libia e finaziamento della campagna del 2007, ai sondaggi dell’Eliseo, allo scandalo Bettencourt e alle vendita delle fregate a Taiwan che avrebbe alimentato la campagna elettorale di Edouard Balladur cui Sarkozy all’epoca era molto vicino e infine anche il discusso arbitrato a favore di Bernard Tapie.

 

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