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Scampoli d’agosto fra Caronte, Bolt e le bibite gassate Opinion leader

Per cominciare, proviamo con l’ondata di nomi Caronte, Ulisse, Caligula attribuiti ai venti caldi giunti dall’Africa. Cosa pensavano i “padrini” che hanno tenuto a battesimo queste correnti d’aria? Emulare la pratica di dare nomi agli uragani che tempestano i Caraibi e gli Stati Uniti? Forse non sanno che c’è un motivo pratico-scientifico dietro quei nomi…Il National Hurricane Center (http://www.nhc.noaa.gov/aboutnames_history.shtml)  spiega che l’utilizzo di nomi brevi nelle comunicazioni sia scritte che orali è molto più efficace e meno soggetto ad errori del vecchio sistema basato sui coordinati longitudinali–latitudinali, soprattutto quando ci sono più tempeste in agguato. Inoltre, non è il National Hurricane Center che attribuisce i nomi: esiste una procedura rigorosa stabilita dall’ Organizzazione Meteorologica Mondiale, con sede a Ginevra.  Allora, cosa avevano in mente i nostri “poeti”? Di vendere più giornali? O di creare una mercificazione del meteo e rendere il tutto più attraente?  
Già, ormai tutto deve essere identificato da un disegno, o sigla o colore…anche la carta igienica. Forse i direttori commerciali delle ditte produttrici pensano che la gente ne userà di più se ci sono dei fiorellini. L’altro giorno mi sono fermata in un negozio per comprare i sacchettini per il mio cane. La commessa ha dato un’occhiata al piccolo Jack, ha chiesto il nome e poi ha detto “Ah, è un maschietto, allora ci vuole il blu”.  No comment.

Ho visto anche qualche gara trasmessa da Londra – per puro caso, non essendo un’appassionata dei giochi olimpici: i cento metri di Usain Bolt, il vero tour de force di Marco Aurelio Fontana che è riuscito a guadagnare il bronzo pedalando senza sella per gli ultimi due chilometri, gli Stati Uniti che hanno preso l’oro nella palla a canestra (non senza un po’ di nervosismo!), e le ragazze italiane nella ginnastica ritmica che, nonostante la “caduta dell’attrezzo” e il fatto che la squadra russa eseguendo una decina di fouetté sembrava uscita dalla scuola del balletto Bolshoi piuttosto che da una palestra, ha preso il bronzo.  Brava Italia, lì tra i primi dieci grazie allo spirito e la voglia – e capacità – di fare e di vincere. Ormai nessuno parla dei giochi, come tutti gli spettacoli sono finiti in un’attimo e le nostre memorie diventano più corte con ogni giorno che passa.

Ora siamo pronti per i nuovi spettacoli. Ho visto stamani che  i nostri ministri dovranno cominciare a discutere la proposta di tassare le bibite gassate! Non mi risulta che gli italiano vanno in giro dalla mattina alla sera sorseggiando da bicchieroni da un litro, quindi posso solo pensare che c’è qualche desiderio di emulare il sindaco di New York (bell’affare: il signor Bloomberg ha vietato il fumo nei parchi e nei giardini pubblici, ma non sembra molto preoccupato dal fatto che l’acqua che scorre dai rubinetti nel New York Presbyterian Columbia University Medical Center, uno dei migliori ospedali del mondo, sia contaminata e quindi non potabile – neanche utilizzabile per lavare denti od altro!) o di creare un sipario di fumo per nascondere altre cose.  Se sono veramente preoccupati della nostra salute, perché non cominciano a tassare i prodotti strapieni di ingredienti di sintesi? Dagli Stati Uniti avremo il raduno del partito repubblicano che designerà Mitt Romney candidato per la Casa Bianca con Paul Ryan come “vice”.  E poi, è molto probabile che dovremo assistere a delle nuove lezioni di “merkonomica”.  Non sarà né bello né divertente, eppure vedo già i cartelli “Platea, tutto esaurito”.

foto: www.trackback.it

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