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Scandicci, avanti tutta per la nuova banca STAMP - Azienda

Si è tenuta, martedì 25 ottobre, l’assemblea del comitato promotore della nascente Banca di Scandicci e nell’occasione sono stati approvati sia lo statuto sia alcune linee guida. Prima però alcuni numeri, quelli definitivi. 
I soci ufficialmente accettati sono 1.360, quindi una quarantina in meno rispetto a quanto comunicato nelle scorse settimane: «Il motivo – spiega Gilberto Bacci, addetto stampa del nuovo istituto di credito – è che logicamente, da quando due anni fa iniziò la sottoscrizione, per qualcuno sono intervenuti cambiamenti a livello di vita privata che  hanno indotto a ritirarsi». Il capitale interamente versato ammonta a 5.460.000 euro e dividendolo per il numero di soci si ottiene una media pro capite di oltre 4.000 euro, che colloca la futura banca fra le migliori, in quanto a consistenza di capitale per singolo socio.
E ancora: dei soci, il 75% è privato, il restante 25% è identificabile col mondo dell’imprenditoria. Da notare che il 40% di loro risiede a Firenze e questo, coma ha dichiarato il presidente della banca Giovanni Doddoli, «dà una chiara idea del livello di integrazione fra le due città, elemento di per sé molto significativo». Non per niente il nome definitivo scelto per l’istituto è “Credito Cooperativo di Scandicci – Banco Fiorentino” e nel capoluogo sarà peraltro aperto uno sportello aggiuntivo a quello scandiccese. Il prossimo importante passo sarà fatto sabato 26 novembre, quando al Teatro Aurora l’assemblea costitutiva approverà a sua volta lo statuto.
Intanto, durante l’assise di martedì scorso, il comitato promotore ha stabilito alcuni “paletti”. Il consiglio d’amministrazione sarà molto contenuto, circa otto elementi, mentre la consulta dei soci – in pratica un consiglio di sorveglianza – sarà invece ampia, ben ventinove persone. Dovrà poi essere concordato al più presto un codice etico per fissare le varie incompatibilità e i conflitti d’interesse, come ad esempio l’avere, da parte di un consigliere, cariche politiche.
«Poiché puntiamo alla trasparenza e alla valorizzazione del territorio – ha aggiunto Gilberto Bacci – non saranno ammesse operazioni finanziarie che escano dal territorio di Scandicci, Firenze, Lastra a Signa, Signa, San Casciano e tutti i comuni previsti dallo statuto». Come si vede, il vento soffia in poppa per questa nascente realtà economica, la cui sottoscrizione, vale la pena ricordarlo, fu chiusa il 22 giugno, in anticipo di ben quattro mesi rispetto al previsto, segno di un cospicuo interesse dimostrato dalla città. A breve la Banca d’Italia inizierà a verificare la fedina penale dei soci e, salvo sorprese, lo sportello di Scandicci aprirà entro la prossima estate.
 

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