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Scansano Sos Geotermia incontra il capogruppo regionale Pd Marras Ambiente, Cronaca

Scansano – Geotermia e sviluppo agricolo, pozzi e turismo sostenibile. La grande sfida di questi tempi, che vale sia per l’area della Val d’Elsa, dell’alta Val di Cecina e di tutto il territorio amiatino, è stata riproposta in un incontro avvenuto ieri, fra il  Comitato Scansano Sos Geotermia e il Capogruppo PD alla Regione Toscana Leonardo Marras presso la sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Pancole.

A sottolineare la valenza anche economica della questione, per il Comitato, oltre al portavoce Matteo Ceriola, erano presenti, tra gli altri, imprenditori molto rappresentativi della realtà del paese come Florio Terenzi, Roberto Bossi e Fiorella Ciminaghi. Proprio da loro è partita una rappresentazione molto realistica di ciò che rappresenterebbe per il territorio la realizzazione di un polo industriale geotermico, in una zona vocata all’agroalimentare di qualità e al turismo ambientale. Mettendo anche in luce quanto queste imprese siano importanti per la realtà locale,  dal momento che hanno  creato sviluppo e posti di lavoro” che la geotermia, si legge nella nota diffusa dal Comitato ” non è in grado di realizzare”.

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Da parte sua, Marras, pur confermando di essere favorevole alla geotermia e di essere convinto che in ogni comune si possa individuare un’area idonea alla realizzazione di un impianto, ha dato anche alcuni segnali incoraggianti per chi ritiene che la geotermia, pur non da abbandonarsi, debba essere resa perlomeno compatibile con i territori su cui insiste e sulle economie su cui si impianta. Da questo punto di vista, il capogruppo del Pd regionale ha illustrato ciò che ritiene necessario che la Regione si impegni a fare: ad esempio, il coinvolgimento o copianificazione che dir si voglia delle amministrazioni comunali interessate ai progetti geotermici, il completamento del piano energetico regionale per rendere più efficienti le centrali esistenti, porre un tetto allo sfruttamento di quelle da realizzare. Ma soprattutto, ha detto Marras, il piano regionale va completato da una zonizzazione delle aree per individuare quelle assolutamente non idonee alla costruzione di centrali e a questo proposito ha citato esplicitamente le zone DOP e DOCG. Il capogruppo si è anche impegnato, come già avvenuto in un precedente incontro a Cinigiano, a sostenere il lavoro dei sindaci nell’istruttoria delle pratiche di valutazione dei permessi.

Un altro passaggio importante riguarda l’indizione o meno di un referendum sulla questione del geotermico. su questo punto, Marras e il Comitato hanno la stessa opinione negativa, a differenza del sindaco di Scansano Francesco Marchi, nel cui programma c’è proprio l’indizione del referendum. Altro passaggio comune, la contrarietà assoluta all’idea di realizzare centrali nella zona di Pancole o Poggio Bestiale, idea che “grida vendetta” secondo Marras e il Comitato, visto che si tratta di zone panoramiche e ricche di insediamenti agroalimentari e turistici.

Il Comitato ha tuttavia sottolineato con forza che non è nascondendo le centrali in zone meno visibili che si evita il radicale snaturamento della realtà ambientale e socio-economica di un territorio.

Infine, il punto forse più dolente ma anche incomprensibile della questione: studiando le cartine dei permessi di ricerca, si scopre che la zona DOCG del Morellino di Scansano e permessi di ricerca si sovrappongono “e coprono il 100% del territorio comunale di Scansano e parte dei comuni confinanti”.

Per questi motivi, concludono i cittadini, “il Comitato ha chiesto che, se verranno presentate domande di permessi di ricerca profonda, la Regione e i comuni interessati si avvalgano del principio di precauzione a tutela della salute e dell’ambiente del territorio”.

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