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Schettino: Concordia a Genova? Un po’ anche merito mio Cronaca

Firenze – Ormai la Concordia è arrivata a Genova. Ha lasciato la Toscana, ma la questione di cosa ne sarà di Piombino senza la nave continua a far discutere. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato oggi, lunedì 28 luglio, che la città della costa livornese si attrezzerà per lo smantellamento delle navi militari. Il porto è già a buon punto, ha spiegato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ma le parole di Renzi sono sicuramente un incentivo a proseguire i lavori, nella speranza che possano aiutare la provata economia cittadina a risollevarsi. Le Rsu della Lucchini, tuttavia, rilanciano: non basta solo il rilancio del porto con lo smaltimento delle navi militari, ma serve, semmai, un vero rilancio del settore siderurgico.

E se la Concordia ha raggiunto il porto del capoluogo ligure, continua a tenere banco in Toscana il processo per il naufragio del 13 gennaio 2012. Nella giornata odierna il capitano Schettino – considerato ancor oggi il principale responsabile della tragedia gigliese – ha spiegato che, a suo modo di vedere, nella riuscita della rimozione della Concordia c’è anche un po’ di merito suo. “L’esito positivo ed ecomiabile della complessa operazione, che ha consentito di recuperare la Concordia senza creare danni ambientali, ha rafforzato la mia convinzione di aver compiuto la giusta decisione nel lasciarla adagiare sul basso fondale anziché correre il rischio che potesse inabissarsi”, ha dichiarato. Va ricordato, tuttavia, che secondo le perizie del Tribunale di Grosseto, incaricato delle indagini sul naufragio, dopo l’urto fatale con lo scoglio delle Scole, la Concordia era praticamente ingovernabile e probabilmente non fu Schettino a condurla, di forza, di fronte a Giglio Porto.

E in tutta questa brutta storia, oltre alle uscite poco felici di Schettino, la cosa davvero disgustosa resta che ci sono state persone che hanno pagato per assistere, ieri, all’arrivo della Concordia a Genova. Alcuni hanno prenotato una stanza d’albergo solo per alimentare la loro sete di “horror”. Altri hanno fermato l’auto per fotografare il relitto in arrivo nel capoluogo ligure su di un’autostrada già di per sè abbastanza impegnativa per la guida. Insomma – mi si permetta dopo oltre due anni nei quali molto ho scritto a riguardo – se una cosa è il dovere di informazione, la legittima curiosità, tutt’altro è l’esasperato amore di tragico che ha spinto alcuni a saccheggiare il relitto quando si trovava in acque gigliesi. La stessa mancanza di intelligenza che, anche adesso che la Concordia è giunta a Genova “sana e salva”, conduce a dimenticare che a causa di quella nave sono morte 33 persone ed a rendere necessaria un’ordinanza anti-saccheggio.

E se al Giglio si pensa ad un museo del naufragio, il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, pensa già a portare alcune parti della Concordia nel Museo del Mare di Genova: “È un’ipotesi, ma servirebbe non solo a non dimenticare, ma anche a scongiurare effetti antipatici come le aste su eBay”.

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