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Schettino: non doveva essere un “inchino”, ma un “passaggio” Cronaca

Se avessi voluto effettuare un “inchino”, la velocità della nave sarebbe stata ridotta. Lo afferma, nella seconda parte del suo memoriale reso pubblico da TgCom 24, il capitano della Costa Concordia. Francesco Schettino, che evidentemente conosceva la pratica dell’inchino, sostiene di non essere stato informato dai suoi ufficiali che la nave era troppo vicina alla costa dell’isola del Giglio. Quello che era stato programmato, sostiene il comandante, era un “passaggio” e non un “inchino”. Avrebbe dovuto essere rispettata, perciò, la distanza minima dalla costa. In pratica la Costa Concordia avrebbe sarebbe dovuta passare a mezzo miglio dall’isola dell’Arcipelago toscano e non, come avvenne, nei pressi del gruppo di scogli delle Scole. Questo, prosegue nel suo memoriale Schettino, era quanto aveva ordinato in plancia. Il capitano della Concordia sostiene anche di essere salito in plancia “per salutare l’isola”. Altrimenti, spiega, non sarebbe mai salito in quanto si trattava di una navigazione di estrema semplicità e sicurezza.
Al Giglio, intanto, proseguono i lavori sul relitto e le iniziative per ricordare la tragedia del 13 gennaio. Alle 21.45 del 13 luglio, a sei mesi esatti dal naufragio della Costa Concordia, presso la chiesa dei Santissimi Lorenzo e Mamiliano di Giglio Porto si terrà così un concerto in ricordo delle 32 vittime. I cori dell’isola del Giglio, dell’Ager Cosanus di Orbetello e della Corale Puccini di Grosseto eseguiranno in loro onore il Requiem di Mozart con l’accompagnamento dell’Orchestra sinfonica "Città di Grosseto" e sotto la direzione del maestro Giovanni Segato.

Foto: http://www.funweek.it

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