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Sciopero dei commercialisti, aderisce anche l’Anc di Prato Cronaca

Prato – Adesso  basta! Questa sembra essere la parola d’ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili che stufi di non essere ascoltati hanno indetto un doppio sciopero il 30 settembre e il 1 ottobre. Si asterranno dalla trasmissione telematica, quali intermediari finanziari, dei modelli di pagamento F24, e nella settimana dal 30 settembre al 7 ottobre non parteciperanno alle udienze presso le Commissioni tributarie provinciali e regionali.

È dal 2018 che i Commercialisti chiedono la disapplicazione dell’ISA  (Indici Sistemi Affidabilità) o almeno l’applicazione facoltativa, ma anche il rispetto dello Statuto del contribuente e la consultazione della categoria nella formulazione di norme e procedure che la riguardano.Infatti si legge nel comunicato «di un segnale estremo e tangibile, di un malessere che incide ormai da troppo tempo, non solo sui professionisti che li assistono, ma anche sugli operatori economici».

Il presidente Anc (associazione nazionale commercialisti),Marco Cuchel spera infatti che lo sciopero spinga il Ministero dell’Economia a mettere in atto tutta una serie di misure che vengano in aiuto agli operatori di categoria ma anche dei contribuenti, « perchè così come impostata l’Isa,non si riescono a dare gli importi esatti da pagare»

Uno sciopero indetto in accordo con tutte le sigle sindacali (Adc, Aidc, Anc, Andoc, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdcec, Unico) ma che vedrà il coinvolgimento anche dei contribuenti, poiché alla base dell’astensione c’è  la richiesta del rispetto dei diritti di ciascun cittadino dello Stato, che è da attuare e garantire attraverso una serie di  interventi concreti ma soprattutto con una effettiva semplificazione fiscale, che si traduca anche in una vera riduzione degli adempimenti tributari.

Sulla stessa linea si è espresso il presidente l’ANC associazione nazionale commercialisti di Prato, Antonio Schillaci che evidenzia il grave momento  percepito anche dallo Stato per la prima volta nella storia e dice: “Le problematiche relative agli ISA (indici di affidabilità fiscale) hanno indotto il governo a rinviare al 30 settembre il pagamento delle imposte. Questo è il segnale della gravità delle problematiche evidenziate dai Sindacati dei Commercialisti cui è seguita la condivisione del Consiglio Nazionale posto a tutela della Professione e della Fede Pubblica. Le richieste sono ben specificate nei numerosi comunicati stampa e nei numerosi interventi della stampa anche sulle maggiori testate nazionali. Il fine è far comprendere ulteriormente alle forze di Governo che la compliance con il fisco e la lotta all’evasione deve esser fatta insieme ai contribuenti ed alle categorie dei Commercialisti e degli Avvocati”.

Le sigle Sindacali di categoria hanno espresso la gravità della situazione con il comunicato stampa congiunto del 23 settembre scorso e dopo l’avvenuta proclamazione dello sciopero alcune attività dei Commercialisti saranno sospese:

– dalle ore 24 del 29.9.2019 alle ore 24 del 1.10.2019 in relazione all’invio di Modelli F 24;

– dalle ore 24 del 29.9.2019 alle ore 24 del 7.10.2019 in presenza di udienze in Commissioni Provinciali e Regionali.

I Sindacati mirano principalmente ad ottenere due risultati fondamentali:

– la piena e vera attuazione dello Statuto del Contribuente e inibire norme che appaiono e sono vessatorie;

– realizzare un leale rapporto tra lo Stato ed i Commercialisti.

Le conclusioni dei rappresentanti Sindacali, riportate nel comunicato in calce, “non intendiamo fermarci. Non accetteremo misure palliative o incontri puramente formali……….”

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