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Sciopero generale: Renzi il grande assente; a Livorno fischiato Cosimi Notizie dalla toscana

FIRENZE – Dopo che, questa mattina, un lancio Ansa aveva annunciato una partecipazione di circa 10.000 persone, il corteo partito da piazza Cavalleggeri, di fronte alla Biblioteca Nazionale di Firenze, è andato aumentando e si è arrivati a quota 15.000 manifestanti. A Firenze la manifestazione di protesta contro la manovra del Governo si è snodata per le vie del centro storico per terminare la sua corsa in piazza Santa Maria Novella. In prima fila il presidente della provincia, Andrea Barducci, ed il Governatore, Enrico Rossi. Contro Matteo Renzi, il grande assente, invece, anche alcuni striscioni: «Renzi, il sindaco che la destra ci invidia», recitava uno fra i più divertenti. C’erano proprio tutti in piazza, questa mattina: insegnanti precari, musicisti del Maggio, operai di grandi fabbriche, dipendenti di grandi firme come Gucci o Ferragamo. C’erano la presidente del Partito Democratico, Rosy Bindi, e la presidente di Emergency, Cecilia Strada. Interrogato sul senso della manifestazione della Cgil, il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha dichiarato: «Mi pare una grande manifestazione calda e credo che questa energia vada incanalata per buttare giù il Governo, perché il Governo è parte del problema, non è la soluzione». Secondo il Governatore la grande adesione allo sciopero organizzato dalla Cgil è stata il risultato della sensibilizzazione dell’opinione pubblica su scelte sbagliate del Governo in materie di servizi, spesa sociale e lavoro. Sulla stessa linea anche la Bindi, secondo la quale il Governo «deve dimettersi e deve aprirsi una fase di responsabilità nazionale nella quale si facciano per il nostro Paese le scelte giuste». Interrogata sull’assenza di Renzi, poi, la presidente del Pd, poi, ha tirato una stoccata al sindaco di Firenze, colpevole, a suo dire, di non attribuire il giusto peso alla lotta di piazza: «Ci sono quelle persone che ritengono che non si debba ricorrere a strumenti di lotta radicali, estremi, anche se pacifici, come quello che la Cgil ha scelto. Si assumano le loro responsabilità: noi non abbiamo dubbi da che parte stare. Siamo dalla parte di coloro che difendono i loro diritti fondamentali, e siamo nettamente e sicuramente contro chi umilia la dignità del lavoro e dei cittadini». E se Renzi è stato criticato dalla Bindi, non è andata meglio ad Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno e presidente di Anci Toscana, che, durante il suo intervento sul palco di piazza del Municipio, è stato fischiato da alcune decine di manifestanti. «Quando ci si divide in una giornata come questa  il rischio è non capire che saranno i più poveri ad essere colpiti», ha commentato Cosimi. 

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