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Sciopero unitario sindacati di base, oltre 5mila persone sfilano a Firenze Breaking news, Foto del giorno

Firenze – Sindacati di base uniti, ma anche operai Gkn dietro l’ormai simbolico striscione Insorgiamo, rappresentanze studentesche, gruppi politici della sinistra, cittadini comuni, le insegne dell’Anarchia, Cobas, Usb, Unsi, Cub. Sono oltre 5mila secondo gli organizzatori le persone che stamattina hanno attraversato Firenze partendo da piazza Puccini e raggiungendo piazza Adua, a un tiro di schioppo da Confindustria.

Un corteo pacifico nei modi, ma le cui parole d’ordine sono una critica pesante alle politiche governative. Del resto, la piattaforma ripresentata stamattina non lascia certo dubbi sulla soglia di bisogno che i sindacati di base esprimono in maniera unitaria, comprendendo crisi sociali di vario genere, che vanno dal lavoro in tutti i settori, dal pubblico al privato, alle grandi questioni sosciali della scuola, della casa, della sanità.

Il filo rosso generale che unisce i vari operatori di tutti i settori parla di contrazione dei salari, di maggiorazione delle spese di fondo del vivere quotidiano, di ingresso del privato nel pubblico servizio sempre più prepotente e meno funzionale ai bisogni, dell’esclusione via via di buona parte della popolazione da quelle soglie minime che garantiscono il patto sociale di rousseauiana memoria. Istruzione, lavoro, casa, sanità, ovvero le basi che sostengono lo Stato democratico sono, dicono nel corteo, fortemente compromesse se non azzerate per la maggior parte delle persone, creando le premesse per una forte instabilità sociale in cui allignano tentazioni di restaurazione e tentativi di sdoganamento di vecchie idee populiste riverniciate come nuove. sono molti e molte, gli arrabbiati: dalle bibilioteche pubbliche, che dopo anni non riescono ancora ad avere rassicurazioni sul loro futuro, ai lavoratori che provengono da emergenze storiche ma anche del tutto nuove del territorio, ai precari da sempre, che lavorano sotto scacco di contratti a tempo determinato quando non a chiamata. In tutto questo, molti raccontano della contrazione dei salari, che oltre ad avere perso potere d’acquisto sono sempre più penalizzati nella rincorsa alla riduzione di ciò che viene chamato “costo del lavoro”. Senza parlare del costo della casa, che trasforma in un privilegio l’abitare, in mancanza di una seria poltica di calmieramento degli affitti e del recupero di edilizia popolare da proporre a basso costo.

In sintesi, ecco le rivendicazioni, come appaiono dalla nota unitaria diffusa dai sindacati.

“Contro le politiche antipopolari del Governo Draghi, dettate da Confindustria; Contro lo sfruttamento di persone e risorse; contro una dinamica del lavoro che arricchisce i padroni schiacciando i diritti di lavoratrici e lavoratori;  Contro lo sblocco dei licenziamenti e la mattanza di posti di lavoro in atto nel paese; contro delocalizzazioni, chiusure e speculazioni; Contro la strage giornaliera di morti sul lavoro;  Per il diritto al reddito, alla salute, alla casa, alla istruzione, alla qualità dei servizi;  Per la difesa dell’ambiente e del nostro territorio;  Contro ogni razzismo e diseguaglianza; Per difendere il diritto di dissenso, di mobilitarsi e di manifestare;  Contro le guerre imperialiste a cui l’Italia partecipa, contro le basi Nato sul suolo italiano, contro le ingenti spesi militari; A sostegno delle vertenze del lavoro, a fianco dei lavoratori GKN, a quelli di Alitalia, a quelli della Texprint, della Piaggio, della Bekaert e di migliaia donne e uomini di altre realtà lavorative, calpestate dalla arroganza aziendale e abbandonate dalle istituzioni.

“Siamo molto contenti – dice Stefano Cecchi, leader storico dell’Usb – erano anni che non vedavamo un’iniziativa di questa portata nella nstra città. Possiamo dire che è il risultato del percorso unitario che da tempo abbiamo intrapreso a Firenze”.

 

 

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