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Scompare Manlio Cancogni, cultura in lutto Cultura

Firenze – Muore a Fiumetto, da dove non si spostava più da tempo, nella sua casa e assistito fino alla fine dalla moglie, all’età di 99 anni, uno dei protagonisti dello scrivere nazionale,  sia che si tratti di giornalismo che di saggi che di narrativa. Muore, Manlio Cancogni, per un singolare colpo del destino, proprio in un momento in cui la memorabile inchiesta che scrisse per l’Espresso, “Capitale corrotta-Nazione Infetta” si ammanta di una luce inquietante. Quella delle cose che ritornano.

Cordoglio unanime della cultura e delle istituzioni. Accanto al messaggio del sindaco di Pietrasanta Mallegni, quello di Enrico Rossi, che dice: “Ripercorrendo le tappe della sua brillante carriera di giornalista e scrittore non possiamo non essergli grati per il contributo e gli stimoli che ha dato al dibattito e allo sviluppo culturale di questo paese. E anche per il suo legame, sempre sottolineato, per la sua Versilia”. Una Versilia “adottata” lui che era nato a Bologna, anche grazie ai genitori, entrambi toscani, ma soprattutto vissuta profondamente, tanto da volersi trovare lì, ad aspettare la morte. Gli sarebbe tanto piaciuto, a Cancogni, di arrivare a 100 anni, a fare l’en plein, come diceva lui. Non ce l’ha fatta, ma una cosa è certa: ciò che ci ha lasciato non è mai stato ostaggio del tempo. 

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