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Scomparsa Roberta Ragusa: tracce biologiche nell’auto di Antonio Fusi Notizie dalla toscana

Dopo alcuni falsi avvistamenti, la testimonianza più attendibile circa la sparizione di Roberta Ragusa rimane quella di due commesse della paninoteca Matilde di Pisa, che l’avrebbero vista andarsene a bordo di un Suv dopo aver acquistato una bottiglia d’acqua la sera della scomparsa. Ormai Roberta Ragusa manca dalla sua casa di Gello di San Giuliano Terme (Pisa) dal 13 gennaio e gli inquirenti, non avendo molto materiale sicuro sul quale lavorare, non trascurano nessuna ipotesi. Si vaglia quella del suicidio come quella della sparizione. Ma non si esclude nemmeno la pista del suicidio. Formalmente gli indagati per la sparizione della donna sono soltanto due: il marito, Antonio Logli, ed Antonio Fusi, un sessantaduenne di Pontedera (Pisa) che le avrebbe dato un passaggio alla stazione di Pisa durante la notte della scomparsa. Proprio a bordo della sua auto, una Fiat Panda, i carabinieri del Ris avrebbero rinvenuto delle tracce biologiche di un certo interesse per le indagini. Si tratterebbe di elementi che potrebbero permettere di estrarre il Dna da confrontare con quello dei familiari di Roberta Ragusa, così da stabilire se sia o meno salita a bordo dell’auto la notte della scomparsa. La Procura di Pisa, però, ha precisato che non si tratta di tracce di sangue.

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