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Scorie radioattive, due siti in Toscana, i sindaci fanno muro, la Regione pure Breaking news, Cronaca

Firenze –  Esce allo scoperto la tavola generale allegata alla Cnai, la carta nazionale che mappa le aree che potenzialmente si configurano come idonee ad ospitare i rifiuti radioattivi italiani. E nella mappa si individuano due siti in Toscana. I territori interessati sono Siena e Grosseto con i seguenti siti: Pienza, Trequanda (nel Senese) e Campagnatico (nel Grossetano).

La mappa è stata resa nota dalla Sogin, la società pubblica che si occupa della gestione del nucleare, e mette in evidenza i luoghi più adatti (su una lista di 67, cui viene dato una sorta di voto) per costruire il deposito atomico, unico, che dovrebbe raccogliere i rifiuti radioattivi, a bassa e media intensità, nazionali; tutti, compresi quelli che ad ora si trovano dispersi in vari siti lungo la penisola, che vanno dal Piemonte alla Sicilia.

Circa i 67 luoghi dove tecnicamente è possibile costruire il grande deposito (che vede l’investimento di 1,5 miliardi di euro per la sua realizzazione), la valutazione viene resa con i colori. Si va dal verde smeraldo per le zone più “adatte”, al verde pisello per quelle immediatamente sotto, fino all’azzurro e al giallo per quelle aree dove l’insediamento è possibile ma non gode delle caratteristiche che lo renderebbero più raccomandabile.

Immediata e unanime la reazione dei sindaci della Val d’Orcia (Castiglione d’Orcia, Pienza, Montalcino, San Quirico d’Orcia e Radicofani) e della Valdichiana (Trequanda, Sarteano, Chianciano Terme, Chiusi, Cetona, San Casciano dei Bagni, Montepulciano, Sinalunga e Torrita di Siena), circa la proposta, prevista dalla Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) e pubblicata sul sito della Sogin, per quanto riguarda l’individuazione di Pienza e Trequanda come “idonei” allo smaltimenti di scorie nucleari. “Si tratta di una proposta irricevibile e non negoziabile e che non riteniamo di non poter prendere nemmeno in considerazione in un territorio come il nostro patrimonio mondiale dell’umanità Unesco e ad alta vocazione turistica. Una notizia che abbiamo appreso solo questa mattina, improvvisa e inattesa – si legge nella nota diffusa alla stampa – ci adopereremo in tutte le sedi opportune, regionali e nazionali, che il confronto democratico consente – conclude il sindaco di Castiglione d’Orcia, Claudio Galletti – attraverso il coinvolgimento dei cittadini e delle nostre imprese, per dire no ad una proposta che ci vede nettamente contrari”.

Netta contrarietà viene espressa anche dalla Regione.

“È contraddittorio – ha detto il presidente Giani – valorizzare scenari paesistici che come nel caso della Val d’Orcia diventano patrimoni mondiali dell’UNESCO e prevedere poi depositi di scorie di materiale radioattivo nucleare, pur frutto di lavorazioni medicali. Sono convinto che il Governo si ricrederá sull’utilità di scelta ipotizzata in aree dove la bellissima Trequanda ai confini della Val d’Orcia o l’affascinante Campagnatico immerso nei tratti più belli della Maremma costituiscono un valore ambientale unico al mondo”.

Sulla stessa linea l’assessore all’ambiente Monia Monni. “Comprendiamo la necessità di realizzare un deposito unico per i rifiuti radioattivi italiani, di bassa e media attività, scelta necessaria e trasparente che tende a trovare una risposta efficiente alla collocazione di rifiuti prodotti quotidianamente , anche in ambito medico, facendo emergere un problema lasciato nell’ombra per molto tempo.  Tuttavia,  in attesa di ulteriori comunicazioni ufficiali, affermiamo la nostra netta contrarietà alle possibili localizzazioni toscane, contrarietà che faremo valere in tutti i luoghi deputati e con tutti gli strumenti utili, a partire dalla consultazione pubblica prevista per individuare il sito più idoneo. Il nostro territorio vive di bellezza, di turismo e di agricoltura di pregio e, per valorizzarli ulteriormente, ha fatto la scelta di investire su un futuro fatto di ambiente, rinnovabili ed economia circolare. Ribadiamo dunque, e lo affermeremo in ogni luogo e con ogni strumento previsto e necessario, che ĺ’ipotesi di localizzazione in Toscana ci vede fermamente contrari poiché in contrasto con la nostra storia, la nostra vocazione e la nostra idea di futuro”.

 

 

 

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