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Scuola: a Prato la comunità cinese si divide Cronaca

Prato – Si riaprono a Prato e Provincia i cancelli delle scuole che sono stati chiusi sette mesi fa a causa del forzato lockdown per l’emergenza Covid.

Ingressi scaglionati in alcuni plessi scolastici per consentire la contingentizzazione e l’accoglienza dei più piccoli che affrontano la primaria. Fanno sapere dall’amministrazione comunale di Prato che dal personale ai professori, ai dirigenti scolastici, è stata data la massima collaborazione affinché fosse affrontata al meglio la riapertura delle scuole  in sicurezza.

Infatti c’è stata la piena volontà di mettere in atto il Protocollo ministeriale che contiene le misure per garantire la tutela della salute di studenti e del personale, ma anche presi impegni che guardano al futuro e al miglioramento della scuola come il contrasto delle classi “pollaio”.

Un’apertura delle scuole che a Prato è stata vissuta con preoccupazione a causa di un sondaggio pubblicato su un quotidiano nazionale che dava per certo la fuga in massa degli studenti cinesi dalle scuole della città a pochi giorni dall’apertura dei cancelli.

Notizia questa prima smentita dai dirigenti scolastici pratesi ma poi purtroppo dagli stessi confermata. Infatti essi riferivano che nei vari istituti cittadini c’era una lunga fila di genitori cinesi che comunicavano in segreteria che avrebbero mandato i propri figli alla materna a gennaio 2021.

A seguire poi, una serie di email tutte identiche in cui genitori cinesi dichiaravano l’entrata posticipata alle primaria e medie ad ottobre, perché il figlio era in Cina.

A Prato stamane in tutte le scuole è partito il suono della campanella e dalle prime informazioni ciò che appare è una realtà scolastica eterogenea. Infatti da alcuni istituti  fanno sapere che tanti bambini e ragazzi cinesi delle elementari siedono nei banchi in attesa delle lezioni; in altri invece si registrano delle assenze.

Nell’istituto comprensivo Mascagni risultano assenti circa il 50% degli studenti cinesi della scuola primaria e dell’infanzia. Mentre alla secondaria di 1º grado (ex medie) dai 25 ai 30 alunni su circa 450 studenti. Sulla didattica a distanza (@didattica digitale integrata) fanno sapere che essa si attiverà solo in caso di fragilità dichiarata dal medico competente per singoli alunni, non su semplice richiesta, perché la scuola è stata riaperta in linea coi protocolli anticovid.

C’è probabilmente, fanno notare, ancora una certa resistenza soprattutto da parte delle famiglie cinesi a mandare i figli a scuola e non sono mancate richieste via email di attivare la didattica a distanza.

 

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