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Scuola Alti Studi IMT: inaugurato l’anno accademico STAMP - Università

Lucca – Crescita della Scuola, integrazione con le istituzioni universitarie italiane ed estere. Infine, visione, una parola aperta e rivolta alle altre Scuole ad Ordinamento Speciale del panorama italiano, non solo le vicine Scuola Superiore Sant’Anna e Scuola Normale Superiore a Pisa, ma anche lo IUSS di Pavia, la SISSA di Trieste e il neonato GSSI de L’Aquila.

Queste le parole chiave usate dal direttore della Scuola IMT Alti Studi Lucca, Pietro Pietrini, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, tenutasi oggi, 4 aprile, nella chiesa di San Francesco. Presenti il prefetto Maria Laura Simonetti, la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, il vicepresidente della Provincia Umberto Buratti, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, il presidente della Fondazione Lucchese per l’Alta Formazione e la Ricerca, Arturo Lattanzi e il presidente della Fondazione Volontariato e Partecipazione Alessandro Bianchini. In sala, anche i rappresentanti delle forze dell’ordine, dei vari comuni della Provincia e di molte istituzioni del territorio.

Negli indirizzi di saluto e negli interventi di Barni, Tambellini, Buratti, Bianchini, Lattanzi e nel messaggio inviato dal senatore Andrea Marcucci è emerso unanime il riconoscimento per il ruolo chiave della Scuola per il futuro dei giovani che la frequentano, per quello del territorio che la ospita e, più in generale, del Paese. Innovazione, ricerca, conoscenza e internazionalità, che stanno alla base dell’organizzazione di IMT, sono stati riconosciuti da tutti come strumenti necessari per affrontare le sfide di oggi e di domani.

Sfide che sono state protagoniste anche della lectio magistralis tenuta da Giuseppe Recchi, Presidente esecutivo di TIM, dal titolo “Competizione e sviluppo digitale: l’unica certezza è il cambiamento”. «Quando parliamo di contenuti e di big data, di identità digitale e di internet of things siamo consapevoli che alla base di tutto questo c’è sempre la qualità e la velocità delle reti – ha dichiarato Recchi – TIM è il primo investitore privato del Paese con un piano industriale che prevede 11 miliardi di euro di investimenti in 3 anni, di cui 5 miliardi dedicati allo sviluppo di nuove reti a banda ultralarga: dentro c’è il futuro, le connessioni veloci e lo sviluppo delle città. TIM ha il privilegio di essere l’azienda trainante per lo sviluppo della cultura digitale del Paese».

Foto: Giuseppe Recchi, Presidente esecutivo di TIM

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