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Scuola, aziende e genitori: altro che merendine Società

La "battaglia delle merendine"  non è finita. Anzi, diventa occasione di una presa di posizione a largo raggio su sponsor e aziende nella scuola.  Dopo il "disguido" che ha contrapposto l'assessore all'istruzione Rosa Maria Di Giorgi al sindaco Renzi sull'opportunità di dare il patrocinio a una nota azienda di merendine, ora intervengono i genitori dell'AGe Toscana. Un intervento che consiste non solo nell'esposizione di un punto di vista, per quanto ragionevole e ben motivato, ma anche nella concretezza di una sottoscrizione a calce di una petizione, sottoscrivibile sul sito dell'associazione www.agetoscana.it, che "approfitta" della bagarre per rafforzare un concetto e un obiettivo: che i genitori siano messi ingrado di intervenire e interloquire sulle scelte educative della scuola. In che modo? Sostenendo il mantenimento del rappresentante di classe e il ruolo solo consultivo degli esterni prefigurati dal nuovo disegno di legge in esame in commissione al Parlamento, ad esempio.

Quanto alle merendine, o, meglio, al Comune e al patrocinio all'azienda produttrice, ecco alcune riflessioni dell'Agetoscana. Intanto, ricordano i genitori, "la Regione Toscana ha di recente emanato le linee guida per una sana alimentazione a scuola". Dove le merendine, sembra proprio, non trovano spazio. Ma il problema è più ampio: il Comune di Firenze, come scrive l'Agetoscana, è il primo ad "affrontare lo scottante problema delle aziende private nell’educazione dei minori, proprio adesso che la VII Commissione Cultura della Camera, con un'inusuale procedura d'urgenza, sta per votare la riforma degli Organi collegiali della scuola mettendo membri esterni nel Consiglio d'istituto e nel Nucleo di valutazione delle scuole". Non solo: proprio nel momento in cui "i genitori dell’AGe Toscana, preoccupati, hanno organizzato una petizione contro il prevalere delle aziende a scuola".

"A ben guardare – continua la nota – negli ultimi anni a scuola c'è entrato di tutto e di più: dall'Assotabacco che spiega che fumare fa male, a multinazionali del fast food e catene di supermercati che insegnano l'educazione alimentare, dentifrici che inneggiano alla prevenzione dentale e shampoo che promuovono la profilassi dei pidocchi. E' giunto il momento di porsi come adulti qualche domanda e di chiedersi dove finisce la finalità educativa e dove inizia l'intento meramente pubblicitario. Può la scuola allevare batterie di giovani consumatori? Chi decide? con quali criteri? La riflessione è particolarmente attuale adesso che una proposta di legge, la 953, mette fra parentesi i genitori, estromette dal governo della scuola il personale ATA e li soppianta con esterni (fino a 2 su un totale di 9-13 membri in Consiglio d’istituto)". Esperti scelti da ciascun Consiglio secondo propri criteri.

Inoltre, i genitori ricordano che "la stessa proposta di legge dice senza tanti mezzi termini che si possono fare donazioni alle scuole fino a 5.000,00 euro, anzi di più se l'azienda è obbligata per legge a pubblicare il bilancio. Cosa ci aspetta dunque? Uno Stato che progressivamente si defila all'orizzonte mentre aziende rampanti dettano legge sulle scelte didattiche (es: insegnate il tedesco, perché noi commerciamo con la Germania) oppure, più prosaicamente, scuole sempre più povere che cercano di accalappiare 'esterni' per mettere insieme qualche lira?".

Dunque, fra donazioni ed "esterni", l'Age Toscana ritiene che sarà piuttosto difficile che questi "esterni" non diventino meri sponsor. E, come tali, particolarmente "decisi" e decisivi nella scelta di cosa insegnare e a cosa dare più peso e spazio. "Potranno gli esterni risollevare le sorti della scuola italiana? Beh, ne dubitiamo abbastanza -conclude la nota –  chi desidera sostenere la presenza dei genitori a scuola, il mantenimento del rappresentante di classe e il ruolo solo consultivo degli esterni può sottoscrivere la petizione disponibile sul sito web agetoscana.it e sulla pagina Facebook di AGeToscana e inviarla scannerizzata in .pdf o .tif a info@agetoscana.it. In alternativa la petizione può essere inviata per posta alla Segreteria di AGe Toscana c/o AGe Argentario, via Baschieri 63, 58019 Porto S. Stefano. La petizione sarà inoltrata alle competenti Commissioni di Camera e Senato e i firmatari riceveranno periodici aggiornamenti via mail o su Twitter (AGe Toscana) sullo stato di avanzamento della legge". Altro che merendine. 

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