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Scuola buona o cattiva, si parte col botto: sciopero e polemiche Cronaca

Firenze – Ultimo fine settimana di vacanza per gli studenti toscani, che varcheranno i cancelli di scuola il prossimo martedì 15 settembre. Sono oltre 500 – tra scuola primaria e superiore – gli istituti di Firenze e provincia pronti a riaprire i battenti per una popolazione scolastica di circa 20mila ragazzi, che saranno distribuiti in 720 sezioni. In costante crescita, per ogni ordine e grado di istruzione, il numero di alunni stranieri, la cui presenza sul territorio – condizionata dalla diversa concentrazione abitativa delle famiglie immigrate – non è tuttavia omogenea (nel solo comune di Prato, ad esempio, si va da una media del 30% a picchi del 70%).

Tra tagli di nastri e verifiche varie, non sembrano esserci ostacoli all’avvio. È di stamattina l’inaugurazione della nuova scuola Italo Calvino di Via Santa Maria a Cintoia a Firenze, reduce da adeguamenti nel nome della eco-sostenibilità per oltre 5 milioni di euro, mentre a Calenzano giovedì l’amministrazione comunale ha fatto un giro di verifica della funzionalità dei plessi scolastici dopo i lavori di manutenzione estivi. Sono terminate anche le attività di rilevamento sullo stato di conservazione delle coperture in fibrocemento dell’elementare Dante Alighieri di Signa (”la struttura è sicura, i risultati sono tranquillizzanti”), mentre dal Comune di Sesto Fiorentino è giunta la notizia dell’addio alla “Bimbocard” per il pagamento dei servizi scolastici (mense, trasporti etc), per i quali sarà sufficiente la tessera sanitaria, da ricaricare nei punti convenzionati segnalati dal Comune stesso.

Dunque, tutto è pronto per la partenza? Non proprio. Per alcuni, a dire il vero, la campanella è già suonata. Sono i bambini dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali, per i quali l’anno 2014-2015 è partito tra mercoledì 9 e giovedì 10 settembre. Ma per tutti gli altri il nuovo anno scolastico inizia all’insegna dell’incertezza e della polemica: l’assemblea sindacale indetta per lo stesso 15 settembre da Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams e Cobas Scuola di Firenze contro la riforma del governo sulla “Buona Scuola” minaccia infatti di spaccare in due l’universo scolastico di Firenze, e non solo. Aperta a tutto il personale della scuola, docente e non – convocato al teatro Obihall (8.00-12.00) dalle sigle sindacali per discutere i punti salienti della nuova legge (soprattutto in merito alle modalità di immissione in ruolo, le funzioni attribuite al dirigente scolastico e il meccanismo di valutazione) – l’iniziativa non si ferma al capoluogo e coinvolge anche Lucca, Massa e Livorno, dove la discussione andrà avanti anche nei giorni successivi al 15. È delle ultime ora il botta e risposta tra Nardella, che definisce l’assemblea “un autogol assurdo e inaudito dei sindacati” e gli organizzatori che replicano invitando il sindaco a partecipare e tirando in ballo il precedente del 2010, quando il Comune di Firenze per primo – attraverso l’allora assessore Rosa Maria Di Giorgi – sostenne un’analoga iniziativa contro la riforma Gelmini.

La polemica non si ferma alle assunzioni ma si coagula, anzi, intorno agli Ata, i collaboratori scolastici; “categoria totalmente ignorata dalla riforma” – tuona Claudio Gaudio della Cisl – che la riforma non permette di sostituire nei primi sette giorni di scuola neanche nei plessi in cui ve ne è una sola unità. “Basta l’indisposizione di uno, e la scuola non apre neanche i battenti, magari proprio il primo giorno”. Ad irrigidire le posizioni (e a invertire, quindi, la direzione del presunto “autogol”) è giunta, nelle ultime ore, la dichiarazione della consigliera Pd Stefania Collesei: “come insegnante, ho a cuore la scuola e parteciperò all’assemblea: non è incostituzionale, i sindacati hanno dieci ore l’anno a disposizione per iniziative del genere, e poi è giusto approfondire gli aspetti positivi e negativi della riforma. Le perplessità sono ancora molte (..), trovo avventurosa e ingenerosa la presa di posizione del sindaco”. Bypassata la replica del sottosegretario al Miur Gabriele Toccafondi (“nessun motivo reale e concreto dietro l’assemblea, ma solo ragioni ideologiche”), le adesioni per la giornata di martedì parlano chiaro: all’Obihall sarà pienone. Sono circa 2500, fra docenti e non, che hanno già dato l’ok all’adesione. La geografia degli istituti pronti ad assicurare un primo giorno in piena regola è, del resto, confusa: se il liceo scientifico Leonardo Da Vinci e il classico Michelangelo garantiscono regolarità d’orario (“Abbiamo già tutti i docenti”, dichiara la preside di quest’ultimo, Patrizia D’Incalci), lo scientifico Rodolico aprirà solo per un’ora, quella tra le 12.00 e le 13.00 “..e neanche per tutte le classi, visto che il 70% dei docenti e degli Ata parteciperanno all’assemblea”. Stessa musica per l’istituto comprensivo Montagnola-Gramsci dell’Isolotto; una sola ora di lezione, l’ultima, giusto per salutarsi dopo le vacanze. Al tecnico Marco Polo, invece, vale il discorso inverso: uscita anticipata di un’ora, “perché la scuola non riesce a garantire più di tre ore di lezione”. È forse il caso di dire che, a Firenze, la scuola inizierà il 16 settembre?

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