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La scuola come strumento di pace, nel segno della Rondine Notizie dalla toscana

Prato – Riflettere sul senso dell’educare alla convivenza democratica le giovani generazioni. Lo hanno fatto insieme nella mattina di oggi, sabato 27 settembre, a palazzo Buonamici l’assessore all’Istruzione del Comune di Prato Maria Grazia Ciambellotti e insegnanti e dirigenti delle scuole pratesi. A tutti loro ha inviato un affettuoso saluto l’assessore provinciale Ambra Giorgi, costretta a rinunciare all’appuntamento da gravi motivi di famiglia.

“Per il nostro sistema scolastico l’integrazione, a cui lavoriamo da anni, è il punto di forza – ha detto Ciambellotti – La collaborazione è l’elemento fondamentale per la gestione del nostro quotidiano e anche per quella dei conflitti. Quello dell’educazione è un ruolo fondamentale, la scuola deve essere in grado di formare persone che sappiano essere con gli altri”.

“La chiesa esiste per educare, il Vangelo insegna la vita. Per questo credo che il lavoro degli insegnanti sia uno dei più importanti per la comunità – ha aggiunto il vescovo Franco Agostinelli – Chiediamo loro di sapere e di saper fare, ma soprattutto di essere coinvolgenti umanamente, questo che ricordiamo a distanza di anni, è il valore più grande che ci lasciano”.

Franco Vaccari presidente di “Rondine–Cittadella della Pace” e alcuni giovani partecipanti al progetto hanno poi illustrato il lavoro e gli obiettivi dell’associazione che accoglie ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, e soprattutto da zone di guerra, offrendo loro un’esperienza di studio e di confronto in Italia. “Dove, se non a scuola, si fonda la vera e autentica cultura della pace? – ha detto Vaccari – Da noi convivono ragazzi che provengono da paesi nemici o addirittura in guerra e che imparano a conoscersi e a dialogare”. Alla fine del percorso i giovani tornano nel loro paese e diventano “Rondini d’oro”, ovvero operatori di pace.

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