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Scuola dell’infanzia, mancano insegnanti, il Comune si rivolge al Ministero Breaking news, Cronaca

Firenze – Scuola dell’infanzia, si cercano insegnanti. Svuotata la graduatoria interna, l’amministrazione comunale fiorentina si rivolge alle graduatorie dell’amministrazione statale in cerca di insegnanti. La circolare reca la firma della Direzione al personale ed è chiara: “Il Comune di Firenze – si legge – ha urgente necessità di reperire personale nel profilo di Insegnante Scuola dell’Infanzia per assunzioni a tempo determinato per l’anno scolastico 2018/2019. L’art. 37 comma 6 del Regolamento sulle modalità di assunzione all’impiego del Comune di Firenze, consente all’Amministrazione, nel caso di infruttuoso scorrimento delle proprie graduatorie, di ricorrere a quelle dell’Amministrazione Statale”. E circa il perché la graduatoria comunale si sia svuotata, è oggetto di analisi.

“Il quadro s’è chiuso – commenta Stefano Cecchi, Usb –  dal 2015-2016, con l’inizio  dell’esternalizzazione, anno dopo anno il personale di ruolo del comune che ha avuto la possibilità di trasmigrare nelle graduatorie dello stato, se n’è andato. Infatti, è stata ingenerata, con l’assenza di concorsi e col procedere delle esternalizzazioni, l’idea generale che la scuola infanzia comunale va ad esaurimento. Così, una giovane insegnante (la maggioranza assoluta dei lavoratori in questo campo sono donne) se ha avuto l’opportunità di scegliere l’incarico statale se n’è andato senza pensarci due volte. Le conseguenze? Se a livello concreto sono ben rappresentate dalla circolare diffusa n questi giorni, a livello politico emerge il fallimento del disegno portato avanti, nonostante le proteste e le opposizioni di lavoratori e sindacati, dalla giunta Nardella, e, in questo caso, Giachi. Scelte che hanno consentito il drenaggio delle professionalità, consegnando un quadro compromesso, forse irrimediabilmente, di un settore che rappresentava un esempio di buon funzionamento e a cui i cittadini erano fortemente agganciati”.

Conseguenze negative anche per quanto riguarda il lavoro. “Con questa circolare – fanno presente dall’Usb – si assume personale ad incarico, e quindi si ingenera nuovamente precarietà. Così si creano varie stratificazioni di precarietà: si passa dalle cooperative con lavoratori sottopagati per le medesime funzioni, a incarichi annuali e quindi sempre precari,  fino ad arrivare ai sempre meno numerosi e sempre più in calo lavoratori di ruolo, fra l’altro inquadrati in due contratti diversi”.

Tirando le fila, di fronte allo svuotamento delle graduatorie comunali il comune  si rivolge all’amministrazione situazione scolastica periferica.  Il che configura la morte annunciata del servizio comunale sull’infanzia.

L’unica alternativa, individuata dalla stessa amministrazione, era la statalizzazione di alcune sezioni, iniziativa che però non ha avuto, ad ora, seguito. “Non sarà più una scuola- conclude Cecchi –  sarà un’altra cosa, senza nulla negare ovviamente alla professionalità di chi lavora, sfruttato, nelle cooperative. Era un servizio che funzionava, che hanno voluto far morire nascondendosi dietro a un blocco delle assunzioni che non c’era. Noi avevamo ragione, dispiace dirlo. Scelta miope, giunta miope, che ha distrutto e scardinato un servizio pubblico importante per la città.  Il conto è: sempre meno insegnanti del Comune, sempre più cooperative ed esternalizzazioni. Tutto ciò configura grandi responsabilità politiche, per queste che sono solo una piccola parte delle macerie che sono state fatte dall’ultima amministrazione”.

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