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Scuola e appalti alle coop, settembre ombre di guerra Cronaca

Firenze – Settembre, nubi di guerra sulla scuola fiorentina, o meglio, sulla scuola dell’infanzia fiorentina. Motivo, scontato,  la riforma delle scuole dell’infanzia, quella che nei mesi passati ha visto una vera e propria rivolta di famiglie e insegnanti. 

Intanto ecco il punto della situazione come si prospetta a settembre, a giorni dall’inizio della scuola: 56 sezioni della scuola comunale dell’infanzia “sperimenteranno” il nuovo corso. Quello degli appalti alle cooperative, insomma. Se il buon giorno si vede dal mattino, come spiega Stefano Cecchi, leader dell’Usb, allora la situazione è molto grave. Infatti, sono state appaltate come preannunciato le ore pomeridiane ai privati e le cooperative che hanno vinto il bando non applicheranno un contratto valido per i docenti, ma il contratto delle cooperative sociali inquadrando il personale nel profilo di educatore.

Conseguenze?Subito due cose – dice Cecchi –  assunzione di personale qualificato, con esperienza e abilitato che però viene demansionato e sottopagato (650-700 €). E poi, i bambini e le bambine di queste 56 sezioni non faranno scuola, nel pomeriggio. Perché? Perché manca la figura professionale di riferimento della scuola, vale a dire l’insegnante”. Non solo: i lavoratori che accetteranno questo impegno non potranno neanche avere un punteggio nella graduatoria insegnanti.

“Non si può certo dire che non avessimo previsto la situazione esattamente come si è configurata – dice Cecchi- al di là delle accuse di false interpretazioni, di dati non veri, di paure strumentali, ora che la questione si è avverata, si è rivelata per quel che è: gli appalti vanno sempre a ricadere sulla pelle dei lavoratori: spese uguali, guadagni solo per qualcuno, chi paga sono solo i lavoratori”. 

E di fatto, il problema su cui mette l’accento l’Usb è quello di aver messo in piedi un sistema che, “spacciato per il migliore che ci sia” in realtà sarebbe una vera e propria fabbrica di precari, con in più il risultato di creare differenza anche fra i bambini, dal momento che, secondo i sindacati, “il pomeriggio non verrebbe più occupato dalla scuola, ma da qualche cos’altro”. Il vecchio doposcuola forse?

Per quanto riguarda il da farsi per il futuro prossimo, Cecchi non ha dubbi: “La situazione, così com’è, è inaccettabile – dice – inoltre, che una soluzione diversa ci sia, lo hanno dimostrato i Comuni di Bologna e Arezzo. Ciò che chiediamo al Comune di Firenze è di fare un passo indietro e assumere direttamente gli insegnanti”.  Inoltre una nota di “metodo”: nel caso in esame, l’Usb non firmerà intese preventive con le cooperative che hanno vinto l’appalto, anche se i lavoratori ancora, di fatto, non sono stati assunti. “Vogliamo che siano i lavoratori stessi a rivolgersi al sindacato – si legge nella nota dell’Usb – per scegliere insieme al sindacato la strada migliore per far valere i propri diritti”. 

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