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Scuola, Giachi (candidata Pd): “Nido per tutti e un’agenzia per l’educazione” Politica

Firenze – “Un esame importante quello che deve passare domani l’intero sistema scolastico nazionale e regionale: con il suono della campanella si mettono alla prova mesi di impegno, di risorse e di persone, impiegati per rendere sicuro per i ragazzi e le loro famiglie il ritorno sui banchi, protetti e distanziati. “Mettiamo alla prova il buon lavoro che in Governo ha fatto nella gestione dell’emergenza e nell’ottenere risorse dall’Europa. Il Recovery fund è stato un grande successo, fondi importanti che potranno essere investiti per migliorare la vita dei toscani”.

Lo dice a Stamp Cristina Giachi, vicesindaco di Firenze con la delega, fra l’altro, alla protezione civile, candidata per il Pd alle elezioni regionali nel collegio Firenze 1. Giachi ha risposto alle domande in un momento di pausa della campagna elettorale che oggi, domenica 13 settembre, la vede impegnata in molti incontri, tra cui uno con la comunità Filippina, al Tempio del Sole, e a Spazio Reale.

Giurista, docente da sempre iscritta al Pd, Cristina Giachi è entrata nella politica attiva nel 2009 entrando nella giunta di Matteo Renzi e successivamente in quelle di Dario Nardella occupandosi sempre di scuola, ricerca e formazione. “Dobbiamo proseguire il lavoro fatto, portare in Toscana le idee, le esperienze, i valori che hanno reso la nostra città quello che è oggi”, scrive nei suoi programmi elettorali.

Come utilizzare i soldi europei nell’eventualità di un successo elettorale?

Prima di tutto nei servizi educativi, cominciando con il dare a ogni bambino il nido gratis, che è una fetta importante delle strutture sociali per l’infanzia. Un posto al nido per tutti i bambini toscani, gratis per le fasce di reddito più basse: gradualmente, prima abbattendo la tariffa per chi va già al nido, poi aumentando le strutture con opportuni investimenti. In questo modo si darà sostegno all’occupazione femminile, finché i compiti di cura ricadranno principalmente sulle donne, e si imporrà anche un’accelerazione alla centralità degli investimenti sulla scuola. Accanto alle risorse del Recovery fund occorrerebbe utilizzare anche quelle del Mes, il meccanismo salvastati, che possono essere utilizzate subito e che la Lega di Susanna Ceccardi dice di non volere! Sarebbe del tutto irrazionale rinunciare alle risorse del Mes, soldi che ci possono aiutare a fare un deciso passo in avanti e rimediare ai ritardi che scontiamo.

Che cosa pensa del lavoro agile e del la sua grande diffusione a causa della pandemia?

Il lavoro a distanza ci offre l’opportunità di eliminare tanti spostamenti inutili, incontri e riunioni, che possono essere tranquillamente sostituiti dallo smart working. Abbiamo scoperto come essere determinanti anche a distanza, ma ora occorre riequilibrare le dinamiche, perché i contesti lavorativi sono importanti e la comunità al lavoro in presenza crea legami. La relazione diretta è importante dal punto di vista culturale. Comunque abbiamo colmato un grave ritardo e abbiamo imboccato la via per realizzare gli indispensabili processi innovativi.

Uno dei settori nei quali la Toscana è in ritardo è quello delle infrastrutture e dei trasporti…

Bisogna completare la Due Mari, portare a termine l’alta velocità, completare la rete ferroviaria per i pendolari, oltre a realizzare la nuova pista di Peretola, ed è indispensabile potenziare la digitalizzazione, che potrebbe essere un traino importante per il rilancio dei borghi toscani.

Un altro dei punti di forza del suo programma è quello relativo alle politiche dell’ambiente. Come trasferire al livello regionale le esperienze fatte al Comune di Firenze?

Partendo per esempio dalla forestazione urbana, riportando il verde nei centri urbani in modo che ogni toscano e toscana possa avere un parco a dieci minuti da casa sua. Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, occorre sviluppare sempre di più l’economia circolare, per trasformare i rifiuti in una risorsa.

C’è anche un problema di educazione. Uno dei settori che hanno sempre caratterizzato la sua azione politica è quello dell’educazione alla cittadinanza..

Sì. Il Comune di Firenze è riuscito a portare in Parlamento la legge che reinserisce l’educazione civica nelle scuole. Ora nei programmi scolastici è prevista un’ora di educazione civica. Non basta, ma è già un primo passo. Se sarò eletta mi impegnerò per l’istituzione di una vera ‘agenzia per l’educazione’ che si occupi di migliorare l’offerta formativa per le scuole, ma anche dell’educazione di tutta la cittadinanza. Una dimensione educativa diffusa che non finisce mai.

Lei detiene la delega della protezione civile per il Comune, quindi ha seguito tutta la fase dell’emergenza e della ripresa…

Penso che a Firenze si sia riusciti ad affrontare la situazione nel migliore dei modi. La nostra Protezione civile ha mostrato una grande capacità di reazione: abbiamo distribuito pasti, presidiato le residenze sanitarie, distribuito mascherine a casa e svolto tante altre attività di assistenza alla cittadinanza. E’ un’attività che si basa in gran parte sul volontariato, e i volontari hanno un grosso vantaggio nei rapporti con la popolazione, perché con loro non viene avvertita la distanza che viene invece percepita con altre figure del pubblico o delle forze dell’ordine. Le associazioni sono un bene prezioso della Toscana, e la Regione dovrà aumentare il sostegno verso chi si impegna volontariamente per gli altri, sia in termini di risorse che dal punto di vista normativo.

Foto: Cristina Giachi

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