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Scuola: in Francia in crisi le classi miste, maschi troppo inferiori Cultura

Parigi – La scuola, almeno in Francia, deve fare di più e meglio per salvare dal fallimento scolastico i “maschi”, vittime indirette della scuola mista e dell’uguaglianza tra i sessi.  A sostenere questa tesi che non mancherà di suscitare un acceso dibattito è Jean Louis Auduc , uno storico francese molto impegnato nella formazione degli insegnanti, con il suo ultimo libro “Ecole: La Fracture sexuée” (ed. Fabert) da oggi in libreria.

Auduc parte dalle cifre: oggi le ragazze se la cavano molto meglio dei maschi,  a cominciare nella lettura e nella comprensione dei testi. Subiscono meno bocciature e hanno anche minori problemi sul fronte della condotta. Secondo i dati più recenti poi il  fallimento scolastico riguarda al 59% i maschi, indipendentemente dal loro ambiente sociale.

Bisogna farla finita con l’idea che ogni differenza nell’insegnamento tra maschi e femmine rinforzerà gli stereotipi. Il prerequisito dell’uguaglianza non è l’uniformità” ha dichiarato l’autore al quotidiano “Le Figaro”  preconizzando un approccio più adeguato ai problemi che incontrano i ragazzi. “La politica  che consiste a considerare lo studente come un essere neutro concorre chiaramente a rafforzare il fallimento dei ragazzi” ha aggiunto Auduc ponendosi interrogativi su un sistema scolastico che “sarebbe rimasto l’unico posto in cui si ritiene che possano esistere esseri asessuati: gli allievi”.

Secondo l’autore l’obiettivo della scuola deve essere lo stesso per tutti, ma non necessariamente il metodo, che talvolta potrebbe essere adattato alle esigenze particolari. Perciò non contesta minimamente le classi miste, ma chiede maggior attenzione per far superare ai ragazzi i loro handicap, a suo avviso legati anche al fatto che il sistema educativo non tiene abbastanza conto i problemi dell’uscita dall’infanzia,  che hanno tempi diversi per maschi e femmine,  e alla mancanza di figure di riferimento provocata dalla crescente presenza femminile nel mondo educativo.

L’idea di promuovere  un approccio educativo specifico per genere sta già suscitando non poche critiche e perplessità, anche nel timore che possa rinfocolare una mentalità da guerra dei sessi e da rapporto di forze. Ci sono poi specialisti  poco convinti che a concorrere al fallimento scolastico vi sia il fatto di essere “biologicamente” un maschio e altri infine che a spiegare le difficoltà che incontrano i ragazzi siano gli stereotipi trasmessi dalla famiglia  e dalla società. E che quindi sarebbe meglio concentrarsi sulla lotta agli stereotipi piuttosto che contare su un insegnamento ad hoc per maschi e femmine.

 

Foto: www.adiscuola.it

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