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Scuola in piazza per un futuro sicuro, “No alle classi pollaio” Breaking news, Foto del giorno

Firenze – Torna in piazza il comitato di studenti, insegnanti e genitori  Priorità Alla Scuola, insieme ai COBAS Scuola, in 24 città italiane, con manifestazioni e presidi davanti agli uffici scolastici regionali e provinciali e a Roma davanti al Miur. A Firenze, a partire dalle 15, un presidio con oltre una cinquantina di persone si è svolto davanti all’Ufficio Scolastico Regionale, in via Mannelli 113r. La richiesta comune per tutte le iniziative è chiedere un adeguato finanziamento della scuola pubblica tramite il Recovery Fund, “affinché gli slogan sulla Next Generation non siano solo retorica politica”. Alla mobilitazione hanno aderito anche FLC-CGIL, UIL, CNPS, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, Firenze Città Aperta.

La data, spiegano da Priorità alla Scuola, non è stata scelta a caso. Infatti il 25 gennaio è il giorno in cui chiudono le iscrizioni alle scuole per l’anno scolastico 2021-22. “Questa data rappresenta l’occasione giusta per porre fine alle cosiddette “classi pollaio”, la riduzione del numero di alunni per classe è una condizione prioritaria per garantire una scuola di qualità per tutti, insieme all’incremento degli spazi scolastici e dell’organico di docenti e personale ATA”.
Una delegazione è stata ricevuta dal Direttore generale, che si è incaricato di portare la richiesta a Roma, dal momento che, come spiega Costanza Margiotta di Priorità alla Scuola, la legge che permette la formazione delle classi pollaio è una legge nazionale. Inoltre, nell’Ufficio regionale c’è la consapevolezza che le nomine per i docenti sono arrivate in estremo ritardo almeno a Firenze, tanto che in alcune scuole devono ancora essere fatte. E’ senz’altro notizia, continua ancora la portavoce di Priorità alla Scuola, che ancora da settembre ad oggi gennaio 2021, all’interno dell’Ufficio scolastico regionale, non funzioni internet. Pressione dunque sull’Ufficio regionale affinché per l’anno scolastico prossimo le nomine vegnano fatte per tempo, chiedendo anche di spingere sul Ministero e dunque sul Parlamento affinché si giunga all’abrogazione della legge (o quantomeno alla deroga) che consente la formazione delle classi pollaio. “Si mantenga almeno – dicono i partecipanti al presidio – il limite di non più di venti alunni per classe per l’anno scolastico prossimo, dal momento che siamo ancora in fase pandemica e che, se l’Italia ha avuto il record di Dad in tutta Europa, ciò è dovuto anche al fatto che con le classi pollaio attuali, non era possibile distanziare gli studenti”.
A dire basta alle classi pollaio è la stessa pandemia. “La pandemia ci ha insegnato che le classi non devono essere sovraffollate e che le scuole necessitano di maggiori spazi e diffusi nel territorio anziché di enormi plessi che attirano un bacino di utenza troppo ampio – spiegano nella nota diffusa alla stampa da Priorità alla Scuola – è necessaria una completa inversione di tendenza rispetto agli ultimi decenni: come per la sanità pubblica, la pandemia ha avuto l’effetto di certificare la dissennatezza dello smantellamento di tutti i servizi pubblici, che si traduce in riduzione di diritti fondamentali di cittadinanza”.
La strada per riportare la scuola pubblica al suo ruolo sociale primario e a una eccellenza che purtroppo ad ora è semplicemente illusoria, è per il comitato e per i Cobas di tutta evidenza: si parte dalla revisione immediata dei criteri per la formazione delle nuove classi, fissando a venti il tetto massimo di studenti per classe, per giungre alla messa in atto di  investimenti dedicati alla riduzione significativa del numero di alunni per classe, con il conseguente ampliamento dell’organico docenti e ATA e la tempestiva stabilizzazione degli insegnanti precari.
La sicurezza degli alunni d’altro canto richiede anche tempestive soluzioni che riguardano il potenziamento del trasporto locale dedicato agli studenti; screening costanti in tutte le scuole superiori sul modello della Regione Toscana; un accesso rapido ai tamponi per tutta la popolazione scolastica e un tracciamento efficace all’interno delle scuole; l’inserimento del personale scolastico ad alto rischio come prioritario nella fase 1 dell’agenda vaccinale; l’investimento finanziario di fondi del Recovery Fund e della legge di Bilancio per una riduzione significativa del numero di alunni per classe e per il conseguente ampliamento dell’organico docenti e ATA, con una tempestiva stabilizzazione dei precari; l’investimento finanziario di fondi del Recovery Fund e della legge di Bilancio per l’edilizia scolastica; il ripristino delle infermerie in tutte le scuole.
Foto: Luca Grillandini
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