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Scuola, presidio in piazza Santissima Annunziata: “La scuola si cura” Breaking news, Cronaca

Firenze – Presidio in piazza Santissima Annunziata, stamattina, per chiedere, anzi pretendere, la “cura” della scuola. Il presidio, organizzato  in collaborazione con Noi Restiamo, OSA, Collettivo Studentesco Marasma, Cravos Siena, Collettivo RossomalPolo e con l’adesione  delll’associazione NOISCUOLA e i comitati dei docenti precari toscani, nasce dallo sciopero indetto per il 24 e 25 settembre, indetto da USB, Unicobas, Cub e Cobas Sardegna, per dare voce “al bisogno impellente di garantire a tutti i lavoratori della scuola e agli studenti di rientrare in aula in sicurezza, di trovare spazi adeguati e sani, di avere tutti gli insegnanti in servizio dal primo giorno, di svolgere lezioni vere, in presenza, senza rischi”.

L’iniziativa parte da lontanto, dal momento che come dicono gli organizzatori, “nei mesi trascorsi dall’inizio dell’emergenza sanitaria, abbiamo monitorato tutte le azioni concrete del Ministero dell’Istruzione e l’esito è stato miserevole: investimenti disfunzionali e inadeguati, interventi sull’edilizia scolastica praticamente nulli, per non parlare delle complicazioni derivanti dalle innovazioni al sistema di reclutamento dei precari, per cui ancora gli organici delle scuole sono, quando va bene, dimezzati. Il quadro è reso ancora più penoso dalla modalità di indizione dei concorsi. Il ministero non ha ascoltato le ragioni dei precari che rivendicavano il diritto alla stabilizzazione in ragione del servizio effettuato. Siamo ancora in alto mare e in ogni caso le immissioni in ruolo non potranno che avvenire il prossimo anno scolastico”.

Se questa è la situazione degli insegnanti, anche per il personale del servizio solastico non sono rose: “Il personale ATA continua a soffrire la scarsità di collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici, con un sovraccarico di lavoro inimmaginabile e ingestibile. Il personale internalizzato è ancora spesso in regime di part-time perché non ovunque sono stati estesi i contratti full-time (che comunque scadranno il 31 dicembre).
L’attacco che si sta muovendo in queste ore contro la nostra organizzazione e le organizzazioni che con noi hanno promulgato lo sciopero è inaccettabile. Si tratta di un attacco diretto al diritto di sciopero. La definizione di “inopportuno” da parte di chi gestisce l’autorità garante per il diritto allo sciopero (ultimamente garante della soppressione di questo diritto essenziale) non è che la conferma della necessità di questa due giorni”, concludono all’attacco gli organizzatori.

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