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Scuola, se lo stipendio è un terno al lotto Cronaca

«Se lo stipendio non c’è per tutti, sorteggiamo chi pagare». Succede al Liceo Rosmini di Grosseto, uno dei tanti avamposti della Scuola dove ogni giorno si va avanti nonostante tagli di risorse e lavoro precario. Stavolta ci si è messo anche il Ministero, che a metà anno scolastico ha deciso di cambiare la procedura di erogazione dei fondi per pagare gli stipendi dei supplenti temporanei, attivando un sistema informatico che si è impallato quasi subito, con l’effetto di bloccare i pagamenti. «Ci sono supplenti che aspettano di essere retribuiti da 3-4 mesi, perché il sistema (SIDI nda) è stato modificato a Dicembre e le erogazioni per le supplenze brevi e temporanee sono bloccate da allora» ha spiegato stamane in conferenza stampa il segretario regionale Flc-Cgil, Alessandro Rapezzi. La Cgil calcola che siano in Toscana almeno 500 i supplenti della scuola che ogni giorno lavorano senza avere certezza di avere lo stipendio a fine mese.

«Le scuole toscane sono 499 e in ognuna lavorano in media 85 docenti e 24 unità di personale ATA – spiega Rapezzi  – Ipotizzando che su 110 persone ve ne siano ogni giorno almeno 2 che si assentano per malattia o altro, significa che tutti i giorni ci sono in questa regione 1000 sostituzioni da fare, e poiché le scuole tendono a contenere la spesa ne nominano la metà». Risultato: almeno 500 persone che sostituiscono personale docente e non nella scuola vanno ogni giorno a lavorare gratis. A questa situazione va poi ad aggiungersi quella del personale Ata, che in quest’anno scolastico non ha registrato nessuna assunzione. «Questo perché esiste un plotone di personale docente messo fuori ruolo per motivi di salute che il Ministero ha deciso di far passare nei profili Ata – aggiunge Rapezzi – Con il risultato che tra le 500 e le 700  persone non ha avuto la stabilizzazione del proprio posto di lavoro». Insomma un’altra situazione complessa, su cui la Cgil cercherà di riportare l’attenzione del Governo con il presidio programmato a Roma il prossimo 10 Aprile davanti alla sede del MIUR. 

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