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Scuole dell’infanzia: poche assunzioni e nuova gara d’appalto Cronaca

Firenze – Scuole dell’infanzia del Comune di Firenze, il prossimo anno, causa pensionamento e passaggio allo stato, verranno meno 38 unità lavorative, che verrano “compnsate” con 4/5 assunzioni di nuovo docenti. E il resto? Ci penserà  un nuovo bando di gara che amplierà l’appalto ad altre scuole del Comune, oltre a quelle già interessate. “Di fatto – commenta l’Usb –  questo significa che la ‘sperimentazione’ non solo continua, ma pian piano si diffonde, poco importa se malcontenti e perplessità vengono espressi da sindacati e da parte degli utenti del servizio”.

Del resto, che la vicesindaca Giachi non sia assolutamente dell’idea di rivedere il sistema di gestione delle scuole dell’infanzia fiorentine che tante polemiche ha suscitato sin dal suo primo apparire (appalti per le fasce pomeridiane del servizio) è chiaro, secondo quanto riporta il sindacato di base, anche per la sua posizione sul ricorso intentato dal Comitato L’infanzia non si appalta contro il sistema “giachiano”: infatti, secondo le dichiarazioni rilasciate dalla vicesindaco a una radio cittadina, se i comitato “avesse soddisfazione”, il servizio verrà chiuso ma non cambiato. Infatti, dice Cristina Giachi, “ad oggi non è possibile provvedere diversamente a questo servizio”.

Tira le fila l’Usb: “Dunque se il Tar dovesse considerare illegittima la scelta di appaltare parte del servizio, l’unica possibilità del Comune sarebbe chiudere le scuole dell’infanzia e la responsabilità sarebbe non delle scelte dell’amministrazione, ma di cittadini che legittimamente hanno presentato un ricorso”.

Altro punto, le condizioni dei lavoratori. Se le lavoratrici esternalizzate sono maestre a tutti gli effetti, “come sostiene la vicesindaca – chiede l’Usb –  perché a parità di responsabilità e di mansioni svolte, le maestre esternalizzate  hanno un contratto da educatori con funzione docente e non un contratto da docente, sono inquadrate con un part-time invece del full time previsto dal contratto docenti, hanno uno stipendio dimezzato nei mesi estivi e guadagnano ogni mese sensibilmente meno delle loro colleghe del Comune?”. Di fatto, lavoratrici…. precarie.

Dunque, conclude il sindacato, “la scelta di rendere le scuole comunali fiorentine fabbriche di precari, luoghi in cui alcuni lavoratori non hanno gli stessi diritti dei colleghi con cui si trovano a lavorare ogni giorno non è una scelta etica né condivisibile. L’Amministrazione non può continuare a mettere la testa sotto la sabbia, a fingere di non vedere le falle di un gioco, quello degli appalti, che semplicemente non funziona. Non funziona perchè i lavoratori perdono i propri diritti e perché il servizio pubblico, pezzo dopo pezzo, sta inesorabilmente passando in mano a cooperative e aziende private”.

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