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Scuole in appalto, Usb: “Il vero problema? Si smantella il servizio pubblico” Cronaca

Firenze – Entra anche l’Usb comunale nella polemica che in questi giorni ha visto contrapposti il Comitato L’Infanzia non si appalta e la vicesindaca assessore Giachi. Un battibecco riportato da molti giornali: all’accusa che il calo degli iscritti alle scuole comunali dell’infanzia è dovuta agli appalti del pomeriggio lanciata dalle mamme del Comitato in occasione dell’incontro di giovedì scorso nella sede di via Nicolodi, l’assessore aveva infatti risposto che il calo non c’è e semmai sarebbe da imputarsi al calo delle nascite. Ma se il calo fosse davvero evidente, allora sarebbe da attribuire ai genitori del Comitato e alle maestre del Comune che boicottano la “convivenza coi privati nei pomeriggi”.

Una risposta che, reagisce l’Usb, appare “assolutamente scomposta e fuori luogo, inaccettabile ancora di più perchè arriva dalla seconda figura istituzionale della città. Inaccettabile perché generica e priva di qualunque fondamento”.

Ma, al di là de caso specifico, aggiunge l’Usb, “La difesa da questo attacco assume anche la veste di una difesa del patrimonio pubblico di fronte a chi ha deciso – senza ascoltare il parere dei cittadini – di smantellare sistematicamente un servizio pubblico. Con l’aggravante che nel caso delle scuole comunali, si trattava di un servizio di eccellenza, che le maestre hanno portato avanti per decenni: può il ringraziamento essere un’accusa simile?”.

Inoltre, il sindacato ricorda che, invece di “umiliare in maniera odiosa delle lavoratrici, ma anche delle cittadine ed elettrici”, la vicesindaca dovrebbe aprire “finalmente un tavolo di discussione serio ed ascoltare tutte le parti in causa: i sindacati, in rappresentanza dei lavoratori e i comitati, in rappresentanza degli utenti. Ma intraprendere percorsi virtuosi non è evidentemente nelle capacità degli esponenti di quest’amministrazione”, accusa ancora l’Usb.

Il problema, conclude il Sindacato di Base è in realtà un altro, fondamentale aspetto, che attiene alle migliaia di lavoratori in appalto del Comune di Firenze. Un dato fattuale che dimostra, secondo l’Usb, che “la scelta dell’amministrazione è quella di smantellare il servizio pubblico, dandolo in mano a cooperative e aziende private senza curarsi delle condizioni economiche e contrattuali che queste attuano sui propri lavoratori”. Del resto, continua il sindacato, “forse lo scopo è proprio questo: avere al proprio servizio non più lavoratori con cui trattare direttamente, ma aziende e cooperative private che fanno da tramite e che hanno il compito di abbattere il costo economico ed etico del lavoro”.

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