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Scuole infanzia comunali, maestre “in appalto” sciopero e presidio Breaking news, Cronaca

Firenze – Un presidio, organizzato da Fp Cgil, si è tenuto a Palazzo Vecchio, da parte delle operatrici in appalto degli asili fiorentini. Tante le criticità lamentate: paghe più basse delle colleghe comunali, retribuzioni sospese in estate, mancati riconoscimenti per le graduatorie, offerta formativa ridotta. E dunque, oggi, sciopero (alta adesione) delle insegnanti dell’appalto (circa 90) della scuola dell’infanzia comunale, oltre al presidio in piazza Signoria sotto Palazzo Vecchio. Un’agitazione promossa dalla Fp Cgil, che chiede all’amministrazione comunale di “migliorare le condizioni dell’appalto e avviare un percorso di reinternalizzazione. I prossimi appuntamenti in tal senso sono i capitolati di gara degli appalti a scadenza alla fine dell’anno scolastico e il concorso di assunzione per gli insegnanti in Comune”.

La vicenda è stata ricostruita dal sindacato. Si parte dalla scelta, circa 6 anni fa, del Comune di Firenze di esternalizzare metà dei docenti della scuola dell’infanzia comunale. 91 sezioni che vedono alternarsi 91 docenti dipendenti delle Cooperative e altrettanti del Comune.

“Ma nonostante gli accordi sindacali – continua la nota – firmati anni fa con le cooperative, per garantire migliori condizioni alle docenti, la situazione è sempre più critica e la conferma viene dall’alto turnover che abbiamo ogni anno tra le docenti delle Cooperative. Lavoratori e lavoratrici che rinunciano a contratti a tempo indeterminato con le Cooperative, per andare a fare i precari nella scuola statale”.

Cosa c’è che non va? Scarse retribuzioni (più bassa di 300/400 euro al mese rispetto alle colleghe comunali, differenza che aumenterà con il rinnovo del Contratto nazionale dei dipendenti comunali, mentre il Contratto nazionale delle coop è ancora al palo) e mancato riconoscimento della retribuzione “piena” durante il periodo estivo (luglio, agosto), intanto. Poi, mancato riconoscimento del servizio prestato in questo appalto ai fini delle graduatorie Gps e Mad delle scuole statali. Anche questo è motivo di turnover tra le docenti e lo sarà ancora di più a settembre con l’aggiornamento delle graduatorie stesse (il Comune, invece, ha sempre garantito che il punteggio sarebbe stato riconosciuto dallo stato e su questo tema numerose sono state le dichiarazioni dell’allora assessore all’istruzione, Cristina Giachi… ma non accade).

Ma allora cosa fare? “Il Comune poteva e può evitare questo continuo turnover di personale – dicono dalla Cgil – che mette a repentaglio la continuità nei servizi, prevedendo maggiori risorse nei capitolati di appalto”.

Da sempre, il sindacato si è detto perplesso circa l’esternalizzazione del servizio, ma ora, “il Comune può prevedere un percorso di assunzioni e reinternalizzazione delle scuole (la decisione dell’appalto nel 2016 era motivata dal blocco delle assunzioni nei comuni, anche se nel settore infanzia, come abbiamo sempre detto, si poteva assumere). Il Comune a settembre ha esaurito la graduatoria per assumere docenti, per questo chiediamo un percorso di reinternalizzazione del servizio, con un nuovo concorso nel 2023 per assumere le insegnanti, dando il massimo della valorizzazione possibile al punteggio di chi lavora e ha lavorato nell’appalto comunale e parteciperà al concorso. E durante questo percorso occorre migliorare le condizioni di chi lavora nell’appalto prevedendo le risorse adeguate: sia per migliorare le retribuzioni degli insegnanti ma anche per ripristinare le ore di attività di Ampliamento dell’Offerta Formativa, musica, inglese e psicomotricità (qui delle lavoratrici, con l’ultimo appalto, hanno perso ore contrattuali e quindi retribuzione)”.

Intanto, il Comune non si è presentato al tentativo di conciliazione col sindacato in Prefettura. “L’assenza è stata motivata “con il fatto che quelli di cui si tratta non sono dipendenti comunali (ma il servizio lo è!). Le Cooperative invece erano presenti e hanno certificato che con le risorse attuali dell’appalto non possono fare di più. Da lì la decisione di promuovere lo sciopero e il presidio”, conclude il sindacato..

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