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SdS, Montedomini e politica immobiliare dell’Asl: fuoco incrociato delle opposizioni Società

Sana sanità in Toscana? Forse. Ma le critiche che piovono da destra e da sinistra su alcune delle specificità del settore sanitario toscano e in particolare fiorentino potrebbero diventare, col passare dei mesi e con l'avvicinarsi di importanti scadenze elettorali, veri macigni.

Ed è su queste criticità sempre più forti che è stata convocata, per domani sera, un'assemblea pubblica alle  20,30 presso la Casa del Popolo di Andrea Del Sarto, via Manara, 12. A organizzarla e convocarla, Adina, Comitato San Salvi chi può, Cub Sanità di Firenze, Medicina Democratica, Comitato Buonsenso Comune, Cobas sanità.

Intanto, in primo piano, ancor prima dei tagli ai presìdi sul territorio o alle strutture, ancor prima della briosa politica immobiliare intrapresa dall'Asl 10 (quella lista di 29 proprietà da vendere entro il 2013 per un valore stimabile attorno ai 144.908.976 euro non può non dar nell'occhio),  ancor prima dell'accusa mossa alla Regione di occuparsi solo delle eccellenze lasciando operare senza alcun controllo società della salute e asl, balza evidente un interrogativo del tutto politico: per quale motivo la SdS fiorentina sta concentrando su Montedomini tutta l'attività di gestione dei servizi agli anziani?

La domanda se la pongono Cub, Associazioni come Adina (associazione per la difesa dei diritti delle persone non autosufficienti) i comitati sindacali di Base.  Una domanda del tutto politica, dal momento che da tempo queste forze sociali ritengono non trasparente la politica di gestione attuata fra SdS e Montedomini. Una non trasparenza naturale, visto, accusano le associazioni, che è lo stesso impianto strutturale a rendere difficile, se non impossibile, il controllo che pure, a livello normativo, rimarrebbe in capo al consiglio comunale. Sfuggirebbe infatti alla valutaione del consiglio la gestione di interi settori dei servizi alla persona per un gioco di specchi e scatole cinesi che renderebbe di fatto molto macchinoso sia al singolo consigliere che all'assemblea verificare  la rispondenza della gestione del settore con le politiche di indirizzo di provenienza assembleare. In  estrema sintesi, chi deciderebbe sul piano concreto sarebbero 3 (la giunta esecutiva dell'SdS) o, nel caso delle politiche sugli anziani e la non autosufficienza, al massimo 5 persone (il cda di Montedomini). 

Il secondo punto prende in esame la politica immobiliare dell'Asl 10. Un punto su cui il fuoco diventa incrociato, dal momento che anche dal Pdl partono una serie di osservazioni pesanti. Prima accusa da parte di associazion e sindacati di base: "l'Asl gestisce il servizio al territorio con l'obiettivo del rientro di bilancio. Non si cura più dunque dei distretti e degli ambulatori diffusi sul territorio, nè delle Rsa pubbliche". Strutture, queste ultime, su cui anche recentemente sono stati investiti soldi pubblici per ristrutturarle. "Operazioni immobiliari e e ristrutturazione sembrano essere diventati la prima attività dell'Asl 10. Senza dimenticare l'aumento delle attività esternalizzate, con almeno la conseguenza della discontinuità delle prestazioni".

Se questo è il punto di vista di associazioni e sindacati di base, dal centrodestra si ribadisce: "L'attenzione sul business immobiliare dimostrata dalla Asl 10 negli ultimi tempi? Ci preoccupa già da un pò, anche perchè rientra in una strategia complessiva della Regione sulla quale stiamo vigilando da qualche mese''. A dirlo,  il vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (Pdl) insieme ai colleghi fiorentini del Pdl. E se per loro la ragione è sostanzialmente l'esigenza di "far cassa per fronteggiare i disavanzi", paventano che simile politica, giudicata frettolosa, sia tale da esporre il patrimonio pubblico a rischio di speculazioni sugli immobili posti in vendita. E che si tratti di una scelta poltica e gestionale, per gli esponenti del centro destra fiorentino è chiaro quando "la Regione Toscana annuncia, come è stato fatto nel gennaio scorso, che farà confluire in un fondo immobiliare i cinque edifici che attualmente ospitano gli ospedali cittadini di Pisa, Massa Carrara, Pistoia, Lucca e Prato per investire le risorse nella realizzazione dei nuovi ospedali fuori città''. Sfruttando, dicono gli esponenti del centrodestra, proprio gli strumenti di quella finanza che il governatore Rossi attacca a parole.

La Regione viene attaccata anche dalla galassia di associazioni e comitati con l'accusa di lasciare troppo "le briglie sul collo" a Asl e SdS, specialmente per quanto riguarda le attività sanitarie e sociosanitarie sul territorio, limitandosi, scrivono gli organizzatori dell'assemblea pubblica di domani sera, "ad affermare che la strategia vincente è quella domiciliare e non del ricovero".

Foto: firenzetoday.it 

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