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“Se chiudo gli occhi non sono più qui”: crescere in Italia da immigrati Cinema

È l’Italia delle “seconde generazioni”, quella dei figli degli immigrati, nati o cresciuti nel nostro Paese, il soggetto del film “Se chiudo gli occhi non sono più qui” in programmazione al cinema Stensen (viale Don Minzoni, 25c) venerdì 19 settembre ore 21.15 con il regista Vittorio Moroni presente in sala per l’incontro col pubblico.

Kiko ha 16 anni, è un immigrato di seconda generazione. Suo padre, defunto, era italiano, sua madre Marilou è filippina. Vivono con Ennio, il nuovo compagno della mamma, un caporale di cantiere che sfrutta immigrati clandestini e costringe il ragazzo a lavorare in cantiere trascurando lo studio. La vita di Kiko sembra pietrificata, schiacciata tra i sogni del futuro e il disincanto del presente, finché un giorno un vecchio amico del padre, Ettore, viene a cambiare il suo destino: lo cerca e si offre di diventare il suo maestro. Ma quell’uomo nasconde un segreto.

Il film, interpretato da un maestro del teatro come Giorgio Colangeli, da Giuseppe Fiorello e dal giovane esordiente Mark Manaloto, figlio autentico del Belpaese che cambia, di origini filippine ma ormai cittadino romano, è una profonda riflessione sul futuro del nostro Paese. Un futuro che è di una generazione “orfana”, come afferma il regista Moroni, condizione che appartiene non solo al protagonista Kiko, “ma è anche una metafora della sua generazione in un’Italia dove padri e nonni hanno sottratto la speranza di futuro a figli e nipoti. Kiko si trova non solo senza padre, ma anche senza maestri credibili in grado di aiutarlo a trovare la strada”.

Un film prodotto con cura: 5 anni di gestazione e ben 19 stesure di sceneggiatura, per un’opera che vuole essere un ritratto polimorfo, esistenziale e storico, dell’Italia contemporanea. “Se chiudo gli occhi non sono più qui” è un film che pur rappresentando l’immobilità e la disperazione delle nuove generazioni, non si limita a farne la semplice cronaca, ma cerca soprattutto di offrire una via di uscita. Afferma il regista: “è un film sull’avventura della conoscenza, sulla potenza esplosiva che deflagra quando il sapere entra in contatto con la vita e il bisogno profondo di interrogarci intorno ad essa”.

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