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Piano del commercio promosso con riserva Economia

Si alla tutela del commercio tipico e di qualità nel centro storico, no ai divieti sulla somministrazione di cibi precotti e surgelati, che penalizzano tutto il settore della ristorazione veloce. Confesercenti Firenze promuove “con riserva” il nuovo Piano del commercio approvato in Consiglio comunale lunedì scorso, proposto dal vicesindaco Dario Nardella. «L’idea di fondo – ha spiegato giorni fa Nardella a margine di una premiazione presso l’Ass. Assi Giglio Rosso – è quella di tutelare la tradizione e l’identità del centro storico, contenendo l’espansione indiscriminata di supermercati o attività commerciali di bassa qualità che poco hanno a che fare con il tessuto produttivo della nostra città». Via allora ad un mix di divieti per «evitare che il centro diventi un grande parco dei divertimenti ad uso e consumo del turismo mordi e fuggi». Porte chiuse all’ingresso in centro di nuovi internet point, money change o transfer, distributori automatici. Previsto inoltre un regime speciale per restituire  Via Tornabuoni  alla sua “vocazione” di “cluster” dell’alta moda e del commercio di lusso: saranno permesse solo attività commerciali del settore moda di alta gamma, artigianato tradizionale e artistico, librerie, caffè. No anche a rivenditori di kebab, pizze al taglio e fast food, e in generale a tutti i servizi di ristorazione che utilizzano materie prime surgelate o precotte. Ma proprio su questo divieto il vice presidente vicario della Confesercenti Firenze, Claudio Bianchi, ha espresso qualche riserva. «Riteniamo – si legge in un comunicato – che l’introduzione di norme in merito alla limitazione all’uso di prodotti congelati e surgelati, oltre a penalizzare attività artigianali e di somministrazione di qualità, presenti dubbi applicativi che non ci paiono compatibili con le disposizioni di carattere regionale e nazionale in materia». Stop anche all’apertura di nuove mega strutture commerciali o ipermercati tra i 250 e i 2500 metri quadrati di estensione, a tutela del negozio di vicinato che piace ai residenti. «Il centro storico di Firenze ospita già 182.500 metri quadrati di strutture simili e 263 negozi di media dimensione – ha aggiunto il vice sindaco – Non saranno vietati però i trasferimenti ma solo in aree che hanno già la destinazione d’uso compatibile e a meno che non siano varate modifiche al piano urbanistico». E anche su questo fronte si accendono i dubbi del presidente Bianchi. «Continuiamo ad essere convinti che questa occasione poteva essere usata meglio – si legge ancora nella nota – anche per programmare il commercio di medie dimensioni evitando di rinviare tutto al regolamento urbanistico».

 

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