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Segnalazioni di fine anno dal mondo dell’arte Cultura

La  Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze manda a dire che “in attesa di conoscere – tra circa dieci giorni – i risultati dei flussi nell’arco di tutto il 2012, tra il 24 e il 26 dicembre sono state oltre 17mila le persone che hanno visitato i musei del Polo Fiorentino. Rispetto al 2011, quando negli stessi giorni i visitatori dei musei statali di Firenze furono 12.036, l’incremento di quest’anno (con 17.272 presenze) ha toccato il 43,50%. Un dato generale soddisfacente che racchiude comunque effetti diversi tra le varie istituzioni museali. Tra quelli a pagamento il risultato più positivo ha riguardato i musei di Palazzo Pitti: l’accoppiata Galleria Palatina e Galleria d’Arte Moderna ha visto incrementare del 246,03% il numero dei visitatori (passati da 378 del 2011 a 1308 del 2012), così come le presenze al Museo degli Argenti e nel Giardino di Boboli hanno fatto registrare una punta del 561,33% di aumento rispetto all’anno scorso. E se al Bargello i visitatori tra la vigilia di Natale e il giorno di Santo Stefano sono pressoché raddoppiati rispetto al 2011, al Museo di San Marco si è toccata quota +135,43%, mentre alle Cappelle Medicee e alla Galleria dell’Accademia i visitatori sono cresciuti, rispettivamente, del 43,93% e del 32,01%; più contenuto l’incremento alla Galleria degli Uffizi (+12,35%), dove comunque si sono sfiorati i 7mila visitatori nei due giorni di apertura.
Molto positivi, infine, i risultati del Museo di Orsanmichele (con 923 visitatori in due giorni), di tutti i cenacoli e della Villa medicea di Poggio a Caiano”.

Anche quest'anno le guide professioniste dell'Associazione Mercurio organizzano REGALATI UN RESTAURO offrendo visite guidate alla mostra della serie I MAI VISTI, cioè la bella mostra L’ALCHIMIA E LE ARTI La Fonderia degli Uffizi da Laboratorio a Stanza delle Meraviglie. Le visite sono in programma il 28, 29 e 30 Dicembre 2012 e il 4, 5 e 6 Gennaio 2013 a partire dalle 14.30 (su prenotazione all'Agenzia Amici del Turismo, tel.: 055 218413 – ma con possibilità di partecipare anche senza prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili) ed hanno lo scopo di finanziare il restauro di un’opera della Galleria  tramite un'offerta (a partire da 5 euro) a favore dell'Associazione Amici degli Uffizi, che i partecipanti verseranno all'ingresso della mostra.  Sono previste visite anche in lingua inglese il 30 Dicembre e il 6 Gennaio alle 15.00.
Grazie alle passate edizioni di REGALATI UN RESTAURO sono già quattro le opere restaurate.
Se questa mostra si caratterizza anche come il consueto regalo di Natale alla città da parte degli Uffizi e degli Amici degli Uffizi, REGALATI UN RESTAURO può  rappresentare un modo per ricambiare questo dono contribuendo alla conservazione del patrimonio della Galleria, un patrimonio comune che appartiene a tutti noi, un regalo quindi che facciamo in realtà a noi stessi.
Come lo scorso anno tutte le Sezioni Soci della Coop di Firenze appoggiano e partecipano all'iniziativa.
 

Prato-Le favole si raccontano al caldo. La mostra al Centro Pecci di Prato, in occasione del 200° anniversario della nascita di Charles Dickens, presenta il lavoro di due illustratori toscani, Grott e Frasca, oltre ad un’ esemplificazione esauriente della produzione editoriale di Corraini sul tema della favola. Ci saranno in anteprima le stampe delle tavole che Federico Maggioni sta preparando per Canto di Natale di Dickens, che affiancheranno i disegni di lavorazione di un'altro classico della letteratura per ragazzi, Cuore di De Amicis. Inoltre, sul tema del classico illustrato legata ai libri di Corraini Edizioni, i Cappucetti di Bruno Munari, i Musicanti di Brema di Katrin Stangl, passando per il gioco delle favole di Enzo Mari. La mostra è un’occasione per attraversare il tema della favola nel mondo contemporaneo, dell’editoria che se ne occupa e del lavoro, tra anima e fantasia, degli illustratori. L’esposizione fa parte della rassegna “Un autunno da sfogliare” , un progetto del Sistema Bibliotecario Provinciale Pratese realizzato con il sostegno di Provincia e Comune di Prato nell’ambito della campagna di promozione delle Biblioteche toscane promossa dall’Assessorato alla Cultura della Regione Toscana.

Firenze-Vittorio Granchi a vent’anni dalla scomparsa. Opere inedite e ritrovate. Nella circostanza del ventennale dalla scomparsa di Vittorio Granchi (Firenze 20 ottobre 1908 – 30 novembre 1992), la Classe di Pittura e l’Accademia delle Arti del disegno tutta intendono ricordare la sua figura di pittore e decoratore. Aspetti questi già ampiamente riconosciuti grazie all’articolata retrospettiva che si tenne proprio nella Sala Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno nel dicembre del 1992 pochi giorni dopo l’improvvisa scomparsa dell’artista.
La maggior parte delle opere esposte nel Saloncino degli Accademici al Palazzo dei Beccai nella sede di via di Orsanmichele 4, sono inedite e vengono qui presentate per la prima volta.
Tra le opere ritrovate di particolare interesse quella con “Rovine in via Capodimondo”, drammatica testimonianza dei danni causati dai bombardamenti nelle strade adiacenti alla ferrovia del Campo di Marte. Tema, quello delle rovine belliche, assai caro a Vittorio Granchi che ci ha lasciato significative testimonianze pittoriche delle distruzioni causate a Firenze dal passaggio della guerra una delle quali è conservata alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti.
In esposizione anche uno dei suoi dipinti più significativi il “Ritratto di Bibo” (1938) che, assieme ad alcune altre opere di figura, attesta la particolare predilezione e il forte e incisivo contributo di Vittorio Granchi nel campo del ritratto.
Inedita anche la serie di bozzetti e cartoni con motivi decorativi eclettici legata alla produzione della bottega paterna di borse in tela dipinta, in rafia colorata o nella realizzazione di batik con motivi fantastici originali o ispirati all’iconografia rinascimentale o a quella medio ed estremo-orientale. Questi documenti sono preziosa testimonianza dell’operatività tra anni ’20 e anni ’30 del ‘900 di una bottega fiorentina di forte tradizione familiare come quella di Pasquale Granchi (1870-1931, il padre di Vittorio) già attiva alla fine del XIX secolo in cui crebbe il giovane artista prima di approdare all’Istituto d’Arte di Porta Romana per il completamento (1923-28) della sua formazione. Fino al 20 gennaio 2013

Lucca-L’Associazione San Cristoforo di Lucca comunica che è stata inserita nella prestigiosa pubblicazione  “I luoghi del contemporaneo 2012”, realizzata da IZI Metodi Analisi e Valutazioni Economiche, con la partecipazione dell’Associazione per l’Economia della Cultura, presentata martedì 10 luglio presso il complesso monumentale  di San Michele  a Ripa in Roma. La ricerca promossa dal Servizio Architettura e Arte Contemporanee della Direzione PaBAAC, che opera sotto la guida di Maria Grazia Bellisario, costituisce un aggiornamento di un’analoga pubblicazione realizzata nel 2003 dall’allora Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanea (DARC) del MiBAC e si è posta l’obiettivo di censire, in tutto il territorio nazionale ,i centri operanti nel settore del contemporaneo. Il volume, realizzato con il contributo di Angela Tecce, responsabile del progetto e con la collaborazione scientifica dell’Associazione per l’Economia della Cultura, si propone di essere uno strumento utile agli amanti ed agli studiosi dell’arte contemporanea; esso contiene, sotto forma di agili schede descrittive corredate da immagini, una rassegna comprendente oltre 200 tra i più rilevanti centri per l’arte del contemporanea presenti in Italia. La selezione dei luoghi da inserire nella pubblicazione è avvenuta attraverso l’applicazione di rigorosi criteri metodologici, sottoposti al vaglio di un Comitato Scientifico che ha supportato il gruppo di lavoro durante tutta la durata del progetto. Nello specifico sono stati inclusi i luoghi in possesso di una collezione di arte contemporanea e/o che organizzino periodicamente eventi di arte contemporanea; che siano aperti al pubblico con continuità e che intrattengano relazioni stabili con il settore pubblico.
www.artscristoforolucca.com

Lucca-Quarta puntata della rassegna video “Dietro l’obiettivo”, l’appuntamento del Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art con i più grandi interpreti della fotografia contemporanea, dedicata a Mimmo Jodice (sua la foto). L’autore partenopeo racconta se stesso e il proprio lavoro, cercando nei luoghi più suggestivi della sua Napoli le origini della civiltà mediterranea. Il tempo non esiste più, i resti archeologici, gli antichi volti scolpiti nella pietra e il mare sono i soggetti che ispirano le sue immagini.
Mimmo Jodice (Napoli 1934) è stato uno dei primi fotografi a “pensare” la fotografia in una dimensione artistica, infatti già nei primi anni ’60 espone alla Galleria di Lucio Amelio e collabora con Warhol, LeWitt, Pistoletto, Beuys, Kounellis, Burri.
Ha esposto in alcuni dei più importanti musei del mondo, dal Philadelphia Museum of Art alla Maison Européenne de la Photographie, al Museo di Capodimonte, alla Moskow House of Photography al Museu de Arte de San Paolo, per citarne alcuni.
È stato il primo fotografo a ricevere il Premio Antonio Feltrinelli dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
Pistoia-Il Museo Civico di Pistoia è lieto di informarvi che nelle Sale Affrescate del Palazzo Comunale si è inaugurata per Natale la mostra"VASCO MELANI (1910-1976) un intellettuale del fare". Promossa e realizzata dalla Fondazione Banche di Pistoia e Vignole, in collaborazione con il Comune di Pistoia/Museo Civico e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, è una mostra antologica- retrospettiva dedicata a Vasco Melani, figura di rilievo nel panorama artistico-culturale pistoiese, per molti anni direttore del Museo Civico; la mostra, a cura di Anna Agostini, è stata organizzata per mettere in evidenza l'attività poliedrica di Vasco Melani, che è stato artista, scrittore, docente e archeologo.

Firenze Restaura 2012: La mostra virtuale. Tra il 18 marzo e il 4 luglio 1972, quarantesimo anniversario della Fondazione del Gabinetto dei Restauri della Soprintendenza alle Gallerie, si tenne a Firenze presso la Fortezza da Basso una grande mostra, ideata e realizzata da Umberto Baldini, successore di Ugo Procacci alla direzione del Gabinetto e già Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure e dei Laboratori di restauro della Soprintendenza alle Gallerie.
Quest’anno ricorre un doppio anniversario: l’ottantesimo della fondazione del Gabinetto dei Restauri e il quarantesimo della mostra che Baldini stesso definì “La più estesa rassegna che mai si sia fatta nel campo specifico” espressione che probabilmente anche oggi possiamo usare senza tema di smentite. Il numero di opere esposte in originale o riprodotte da foto su pannelli spesso a grandezza naturale sfiorava le quattrocento unità a cui va aggiunto un numero, impossibile da precisare, di pannelli illustrativi.
Nella memoria di molti Firenze Restaura è rimasta impressa come la mostra dell’alluvione, e molte sale erano ad essa dedicate, in realtà, era molto più articolata nei suoi temi, trattava infatti tra l’alto dei cattivi restauri eseguiti da operatori improvvisati, dei danni occorsi al patrimonio artistico durante la Seconda Guerra mondiale, dell’impiego di metodologie scientifiche al servizio del restauro, delle tecniche di restauro dei dipinti mobili e delle pitture murali (con consistenti accenni allo stacco degli affreschi) e del restauro di una grande varietà di oggetti, al tempo ancora attribuiti alla categoria delle arti minori, a testimonianza delle multiformi specializzazioni del Laboratorio Fiorentino.
La mostra voleva anche essere un omaggio al Maestro Ugo Procacci, fondatore e primo direttore del Gabinetto dei restauri, più volte ricordato nella Guida e al quale venne dedicata la sala conclusiva. Nelle intenzioni di Baldini Firenze Restaura doveva essere anche un “manifesto politico” in favore di una più corretta gestione del restauro in Italia.
L’idea di questa mostra virtuale, per ricordare l’evento del 1972, è nata in seguito ad un’azione istituzionale di conservazione, per valorizzare e rendere fruibile per un pubblico, il più vasto possibile, la cospicua collezione di fotografie (circa 350), di grandi dimensioni in bianco e nero e a colori, che documentano l’allestimento della mostra, e di foto b/n, diapositive a colori e negativi fotografici (circa 1000) relativi alle opere e ai pannelli illustrativi esposti. Il materiale è stato digitalizzato e trasferito in buste e contenitori idonei alla lunga conservazione e inventariato, seguendo la lista delle opere divise per sale della Guida alla Mostra. www.opificiodellepietredure.it  (PB)

 

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