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Segreteria Pd, parte da Genova la corsa di Renzi Politica

''Io sono disponibile a guidare il Pd ma poi decidono gli elettori. Il punto non è quello che faccio da grande ma quello che facciamo insieme per un partito che non sbagli il calcio di rigore a porta vuota ma torni a vincere. E' ora che Epifani fissi il congresso e si decidano le regole''. Un passo che potrebbe preludere a una sfida Letta – Renzi alle prossime primarie per la scelta del candidato a Palazzo Chigi? Intanto, Renzi s'avvantaggia, e all'accusa di essere troppo tenero con Berlusconi ad esempio, risponde: “Chiediamoci perché tanti italiani lo hanno votato per vent'anni e noi non siamo riusciti a convincerli. Non dobbiamo avere la puzza sotto il naso verso quell'elettorato''. E stavolta, a testimonianza di come sia cambiato il vento, applausi sonori dalla folla.

Allora, Renzi si candida alla segreteria del Pd con un occhio a Palazzo Chigi? Nel Pd in molti non ci stanno. E giunge puntuale lo “stop”. E' Roberto Speranza, capogruppo del Pd alla Camera, a farsene portavoce: ''Per me, e lo sostengo da tempo, Matteo Renzi è una risorsa per il nostro partito, un valore aggiunto. Però il nuovo segretario dovrà avere in testa soltanto il rilancio del nostro partito, e non altri obiettivi''. Il messaggio è chiaro: ''quando ci saranno le elezioni, quando verrà il momento, faremo le primarie per la premiership. Lì sceglieremo il nostro candidato a Palazzo Chigi''. Per farla breve, Renzi candidato alla segreteria democratica creerà problemi ad Enrico Letta? ''Il Pd ha già un presidente del Consiglio, nel quale crede fortemente e che sostiene con la massima convinzione è la riflessione di Speranza  perciò attenzione a non fornire alibi ai nemici del governo. Se Berlusconi vuol buttarlo giù, potrebbe giocare su presunte divisioni e debolezze attorno al premier''.

Ma fra le varie battaglie che Renzi mette in campo, la prima che sembra proprio avere vinto è quella strategica, vale a dire quella della conquista dell'elettorato Pd. Dalla Romagna all'Emilia a Genova, è stata una strada trionfale per il rottamatore, che si porta a casa entusiasmi e consensi impensabili in quelle zone alle primarie scorse. Così, sotto le domande di Mentana, Renzi coglie l'occasione per ricordare che l'assemblea nazionale dei Democratici del 20 e 21 settembre dovrà anche convocare le assisi congressuali per la fine di novembre. E si toglie anche il gusto di rispondere per le rime a Bersani, che si era dichiarato d'accordo nel rottamare tutte le correnti, compresa quella di cui lui sarebbe a capo, “che è una delle più strutturate'': ''Se avessimo pensato un po' meno a smacchiare il giaguaro e di più al lavoro dei giovani, oggi al governo ci saremmo noi senza Alfano, senza Brunetta e Schifani a fare i vertici''. E in tema di correnti: ''Il primo che mi dice di essere renziano gli consiglierei un trattamento sanitario obbligatorio, no alla politica che si riduce a un cognome con un suffisso. Al Congresso non voglio i voti dei renziani ma il voto di uomini liberi che hanno a cuore l'Italia''.

Intanto, casca anche qualche accenno al programma, che ha parole d'ordine che infiammano la base piddina: ''A questo Paese serve una rivoluzione radicale, non qualche manovra col cacciavite. C'è qualcuno da rottamare anche nell'economia italiana, perché l'Italia deve guidare l'Europa e non essere il fanalino di coda. Per il domani essere di sinistra vuol dire dare garanzie, non essere conservatori, investire sul lavoro che non è tutelare i soliti ma dare una mano a chi lo perde. E non vuol dire compiacersi perché siamo bravi e buoni ma vincere. Di una sinistra che perde le elezioni non so che farmene''. Insomma, la critica a Letta e alle larghe intese è già fra le righe, ma non si ferma qui: ''L'unica promessa elettorale di Berlusconi l' abbiamo esaudita noi. Noi del Pd siamo generosi, ma ora siccome sull'Imu l'hanno vinta loro vogliamo portare proposte serie su semplificazione fiscale, giustizia sociale e legge elettorale. Portiamo le nostre idee al governo''. E avvisa, scatenando la polemica sulla cancellazione della tassa sugli immobili: ''Ora non vorrei che si facesse il giochino che l'Imu l'ha tolta Alfano e la service tax la mette il sindaco. Questo giochino non va''.

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