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Sei in gravidanza?…Parla con noi! Società

“Sei in gravidanza e ti trovi in una situazione difficile: migrante, vittima di violenza, sola o clandestina, non avere paura! Affidati alle strutture sanitarie e ospedaliere…Nessuno potrà denunciarti o mandarti via dall’Italia.” E’ questa la campagna che partirà a Firenze dal 9 maggio. Il suo obiettivo è quello di raggiungere queste donne in condizioni estreme, prima che commettano gesti disperati: parto o aborto senza aiuti, abbandono di neonati per strada. Su manifesti, depliant in otto lingue, e perfino sugli autobus cittadini troveremo lo slogan “Sei in gravidanza?…Parla con noi!”.. Un numero verde (055 212222) istituito presso la Misericordia dialogherà con queste future madri in ben 80 lingue diverse.
Si tratta del primo progetto in Toscana costruito intorno ad una rete così complessa di soggetti: ostetriche, ginecologi, assistenti sociali, volontari, centri di ascolto. Coinvolge Comune, Provincia, Asl 10, Soroptimist, Misericordia e Ataf, appunto, che hanno offerto gratuitamente la loro collaborazione. 
L’animatrice dell’iniziativa è Elisa Peruzzi, medico anestesista con una lunga pratica in ostetricia dell’ospedale di Torre Galli. Ha lavorato alla costruzione paziente di questo “network salvavita” per ben quattro anni, dal 2008 ad oggi.
“E’ stato un percorso lungo e difficile, con molti stop, ma ce l’abbiamo fatta – dice Peruzzi”. Il progetto si ricollega e quello regionale in vigore da tempo che offre aiuto e sostegno alle madri che decidono di rinunciare al figlio che portano in grembo. “Molte donne, soprattutto le immigrate clandestine, non sanno che viene offerta anche a loro l’opportunità di rivolgersi a strutture ospedaliere senza alcun pericolo di denuncia”. In particolare viene consegnato un tesserino temporaneo per effettuare controlli completamente gratuiti durante la gravidanza. Hanno dunque la possibilità di partorire in sicurezza e di scegliere al momento opportuno se tenere o meno il neonato. Il servizio “Mamma segreta”, gestito in anonimato perfino nelle cartelle ciniche, consente alle madri di lasciare il bimbo appena nato in ospedale. Il neonato, per un mese, sarà assistito a pediatria e dopo, stuoli di aspiranti genitori sono già lì ad attendere l’adozione. “Sono mediamente 20-22 madri ogni anno che decidono di lasciare i loro bambini. Ma stime internazionali ci raccontano una cosa terribile: che per un bambino trovato, in dieci casi non si trova niente”. Le protagoniste sono quasi sempre donne straniere, clandestine. Ma qualche volta anche italiane molto giovani o in situazione di forte disagio. “Il messaggio che vogliamo far arrivare a tutte loro è che non sono sole: possiamo aiutarle non solo dal punto di vista sanitario, ma anche dopo, se decidono di tenere il loro bambino”.
 

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