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Selex, presidio degli operai contro decreto legge Tremonti Cronaca

Oggi 3 novembre, in via Eugenio Barsanti, davanti alla sede della Selex Elsag, società di Finmeccanica specializzata nella progettazione e nello sviluppo di sistemi di comunicazione per le forze dell’ordine, è in atto la protesta dei lavoratori supportati dalla Fiom e Cigl. Il presidio è attuato contro il Decreto Legge di Tremonti che prevede il ritiro dei fondi già stanziati e deliberati dal Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) e di conseguenza il rischio concreto per 500 lavoratori di perdere il posto. Un decreto, in discussione oggi alle camere, che sostanzialmente significa un passo indietro rispetto al progetto di ammodernamento del 2008. “L’eventuale voto favorevole del decreto – spiega Luca Milani (Cigl-Fiom)- ferma sostanzialmente lo sviluppo di questo paese. Le nuove tecnologie sono alla base della modernizzazione. Gli enti non comunicheranno più tra loro e le forze dell’ordine si troveranno in difficoltà nella lotta contro il crimine. Per questo, ai parlamentari toscani abbiamo chiesto di creare un emendamento, da inserire nel decreto, in cui sia previsto che i fondi stanziati in passato vengano mantenuti”.
Il clima davanti ai cancelli della società è teso, vi è un silenzio che permette di percepire bene la situazione di pericolo, tutti sono in attesa dell’esito della votazione a Roma. Nel frattempo, per avere una chiara immagine del quadro completo abbiamo interpellato Massimo Contini (Selex Elsag): “In Toscana, la perdita di tecnologia si tocca con mano. Molte aziende preferiscono spostare il know-how dalla Toscana in altri luoghi e questo a scapito della regione che riveste un ruolo marginale rispetto a tutto il territorio nazionale. La cosa che indigna è che il governo non fa niente per porre rimedio al problema, arriveremo in un prossimo futuro, ad una realtà, in cui subentreranno le aziende estere e si porteranno via tutto il know-how presente in Toscana”. Con il passaggio del decreto legge, senza approvazioni dell’emendamento, si andrà incontro ad un duplice problema: la perdita di molti posti di lavoro altamente specializzati e la mancanza di un centro tecnologico sia regionale che nazionale, fondamentale nel mondo “moderno”.

 

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