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Sembra Rubriche

Davanti ad un tramonto limpidamente rosso ci viene spontaneo commentare con un “Che meraviglia! Sembra finto!”. E, al contrario, davanti ad un quadro come “In lettura sul mare” di Vittorio Corcos, una delle opere certamente più apprezzate della bella mostra “Americani a Firenze” di Palazzo Strozzi, capita di lasciarsi sfuggire un commento come “che bello, sembra vero!”. Qual è, se c’è, il motivo profondo di questo metro di giudizio sulle cose? Perché sentiamo il bisogno così spesso di sottolineare che una cosa è tanto bella quanto più sembra un’altra cosa? Che sia allora che Marzullo con le sue domande tormentone si sia avvicinato al nocciolo del sentire umano? Quando chiede ai suoi malcapitati, ma consenzienti, ospiti se “La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio” forse non è allora giusto chiedersi, come spesso abbiamo fatto, se c’è o ci fa. Pentito come sono di tanta mia superficialità mi riprometto di seguire con l’attenzione che merita l’autore di frasi come “Grazie a voi, cari amici della notte. Io vi aspetto come di consueto sempre di notte, sempre sottovoce, un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci, quando un giorno vista l'ora è appena finito e un nuovo giorno è appena iniziato. Un giorno per amare, per sognare, per vivere”: ma questo fa parte dei miei buoni propositi. Tornando in tema, perché sentiamo il bisogno di sostenere una nostra affermazione appoggiandola ad una similitudine spesso paradossale? L’unica risposta che mi viene di dare è boh! Ma poi mi metto a pensare di buzzo buono e avanzo l’ipotesi che forse siamo barocchi, come dire, barocchi dentro. In fondo gli artisti barocchi non cercavano di nascondere sotto estasi iperboliche, architetture funamboliche, teatralità delle situazioni il vuoto morale, sociale, valoriale che avanzava? In quanto a vuoto morale non abbiamo niente da rimproverarci rispetto alla società sei-settecentesca, e riguardo alla crisi dei valori siamo forse addirittura più avanti. E poi non è forse di tragica attualità il desiderio disperato di accettare volentieri ciò che sembra invece di cercare ciò che è? Non ci dissero molto tempo fa Mogol e Battisti che non poteva essere Francesca perché “Francesca non ha mai chiesto di più, chi sta sbagliano son certo sei tu, Francesca non ha mai chiesto di più perché lei vive per me”? E, è cosa di questi tempi amari, Bossi non volle spericolatamente credere al libretto universitario che gli mostrò il Trota e che dimostrava una brillante carriera di studente di economia? A proposito, che dicono i militanti leghisti, spesso con le lacrime agli occhi, travolti dalle notizie di questi giorni? Che sembra un incubo, sembra appunto.


Gianni Caverni

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