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“Semplicemente Ugo”: grande festa con Ricky e Gianmarco Tognazzi Cinema

Firenze – Aneddoti sulla cucina, la sua grande passione, ma anche sui momenti della grande famiglia allargata famiglia e sulla immensa carriera di attore. Tutto esaurito per “Semplicemente Ugo. Firenze, la cucina, i film, le zingarate, da Casa Artusi a Casa Tognazzi. La rete italiana delle Case della Memoria”, l’evento dedicato a Ugo Tognazzi in occasione del centenario della sua nascita, tra cultura, cinema, cucina e ricordi. Un’iniziativa ospitata all’Istituto degli Innocenti e promossa dall’Associazione Nazionale Case della Memoria, che ha nella sua rete sia la casa di Ugo Tognazzi a Velletri che quella di Pellegrino Artusi a Forlimpopoli.

Mattatori della serata sono stati Ricky e Gianmarco Tognazzi, che oltre a presentare il libro “Ugo. La vita, gli amori e gli scherzi di un papà di salvataggio” di Ricky, Gianmarco, Thomas e Maria Sole Tognazzi hanno raccontato al pubblico tanti aneddoti su Ugo: il padre all’interno della loro grande famiglia allargata, l’attore poliedrico, il cuoco che preparava grandi cene per i suoi amici, riuniti attorno al tavolo di Casa Vecchia a Velletri, dove ancora si conserva il grande frigorifero, la “cappella di famiglia” davanti al quale pare sia stato trovato inginocchiato a mo’ di preghiera.

«A Casa Vecchia, Ugo passava la maggior parte del tempo in cucina a preparare cene, circondato dai suoi amici e colleghi – ha ricordato Gianmarco Tognazzi –. Amava la cucina tradizionale ma non gli bastava, voleva andare oltre: era curioso, un innovatore: non amava ripetersi e la cucina era una sorta di palcoscenico sul quale esibirsi. Restano ancora mitiche le farfalle fucsia alla barbabietola. E per ogni piatto voleva che gli ospiti scrivessero su un foglietto un giudizio anonimo. Lì è dove siamo cresciuti, dove è nata una filosofia e un modo di condividere le cose da parte di Ugo».

Del legame con Firenze ha parlato Ricky Tognazzi, autore del documentario su Ugo “La voglia matta di vivere”, proiettato durante l’evento, che ne traccia un ritratto di «padre, maestro e amico affettuoso» attraverso interviste, racconti e le immagini dei super8 di famiglia. «Oltre alla saga di Amici Miei che lo ha legato a Firenze – ha detto Ricky -, veniva qui molto volentieri, aveva tanti amici. Con Monicelli millantavano di aver ideato una gara per scoprire chi avesse il fagiolo migliore della città, facendosi dare da ogni ristoratore un sacchettino di preziosissimi fagioli. Non si sa chi ha vinto».

«Quest’evento è arrivato in occasione dell’anno del centenario della nascita Ugo Tognazzi per dare un assaggio di quello che “contiene” la rete delle Case museo dei personaggi illustri attraverso la collaborazione fra due case, quella di Tognazzi a Velletri e quella di Artusi a Forlimpopoli – ha detto Adriano Rigoli presidente dell’Associazione Nazionale case della Memoria -. Due case con legami ben precisi. Tognazzi è stato un antesignano dell’attenzione alla genuinità dei cibi che cucinava con grande amore; ha scritto libri di cucina: non poteva che nascere un parallelo con Artusi, padre della cucina italiana».

Durante la giornata, le Mariette di Casa Artusi hanno infatti preparato sotto gli occhi del pubblico la loro pasta fresca ed è stato possibile degustare il “Panettone Marietta” preparato secondo la ricetta n. 604 de “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” dell’Artusi, insieme al vino de La Tognazza. Proiettato anche il docufilm di Francesco Conforti “L’ultima Zingarata”, un omaggio a “Amici miei” 1 e 2, entrambi diretti da Mario Monicelli e interpretati da grandi attori italiani e francesi, tra cui Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Gastone Moschin, Renzo Montagnani, Duilio Del Prete e Adolfo Celi.

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