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Sempre più conigli abbandonati in Toscana Società

Il coniglio sta diventando sempre più un ottimo animale da compagnia; infatti è ormai al quarto posto come animale “amico dell'uomo” nelle case degli italiani, preceduto soltanto dal cane, dal gatto e dai pappagalli. Purtroppo però, l'ignoranza riguardo alla cura e alla gestione del tenero animaletto, la fa ancora da padrone, e tanti sono i conigli che vengono abbandonati dove capita. L'ultimo grido d'allarme arriva da varie associazioni di volontariato. A livello nazionale sono da annoverare: “La Voce dei Conigli”, “AAE Conigli”, “La Collina”, “Amiconiglio”, invece per la Toscana, è nata da pochissimi mesi l'associazione “Il Prato dei Conigli”, che poco tempo fa, con l’autorizzazione e l’aiuto dell’Ufficio Animali del Comune di Prato e della Polizia Municipale, ha portato a termine l’operazione di recupero di numerosi conigli abbandonati in un parco giochi cittadino e destinati a morte certa con l’arrivo del freddo e dell’inverno.

Molte di queste associazioni sono onlus che si occupano della cura e dell'adozione dei conigli, e si battono per contrastare questo tremendo fenomeno dell'abbandono, purtroppo in forte aumento nei parchi fiorentini e della Toscana in generale. Dopo il Parco “Giocagiò” di Prato e “Il Neto” a Sesto Fiorentino, dove vivono ormai decine e decine di coniglietti abbandonati, si viene a scoprire che anche a Firenze, nel parco della Villa dell'Orticoltura, in via Bolognese, ci sono svariati esemplari di conigli che vivono in condizioni pessime, buttati lì da gentaglia senza cuore, che li hanno comprati per regalarli a figli e nipoti come fossero giocattoli, per poi rendersi conto che il coniglio non è un animale facile da accudire. Infatti, non essendo un peluche, il coniglietto ha esigenze naturali (evidentemente incomprensibili da molti) quali: mangiare, fare i bisogni, saltellare, giocare e rosicchiare.nigli_5.jpg

Personalmente ho cercato di parlare con i responsabili del parco o con qualcuno del Comune di Firenze, ma sembra proprio che a nessuno freghi assolutamente niente, o addirittura pare che nessuno sappia niente. Complimenti. Invece, una responsabile di un'associazione che già si occupa di salvare i conigli abbandonati a Prato, prenderli in cura, sterilizzarli, nutrirli, vaccinarli e poi darli in adozione a famiglie realmente interessate e premurose, ammette: “Il fenomeno dell'abbandono dei conigli è in aumento, soprattutto in Toscana. I poveri animali si riproducono senza controlli, si ammalano perché non sono vaccinati, e quando muoiono, solitamente il custode o qualche operaio del Comune li raccoglie e li butta nella spazzatura”. Sinceramente, sarebbe più opportuno buttare nella spazzatura chi abbandona gli animali, ma è solo un'opinione personale, e comunque la legge italiana già prevede pene pecunarie abbastanza severe per chi viene colto in flagrante ad abbandonare o maltrattare animali in genere. Ma evidentemente non basta a scoraggiare queste infide persone.

Conigli abbandonati, che ovviamente si riproducono senza controlli, e poi vengono decimati da malattie altamente mortali come la mixomatosi o la mev (basta una zanzara per sterminare decine di conigli, basta un semplice vaccino per salvarli tutti), o muoiono affogati dentro i tunnel che loro stessi scavano sotto terra per crearsi un rifugio: infatti, è sufficiente un forte temporale (e ce ne sono stati diversi in questi ultimi mesi) per uccidere tanti coniglietti che hanno cercato rifugio in profondità. Senza pensare al “fattore predatori naturali”, ovvero i cani randagi che, trovando un coniglio impaurito e vissuto in cattività, diventa assai facile sbranarlo senza che questo riesca facilmente a scappare. Ma il coniglio, che ancora, ahimè, lo si trova spellato e pronto alla cottura nei supermercati (vorrei vedere se trovassimo i gatti o i cani spellati e pronti alla cottura nei supermercati!), è considerato probabilmente un animale di “serie B”.nigli_6.jpg

Lucia G. di Sesto Fiorentino mi racconta: “Il 21 dicembre mio marito tornava a casa dal lavoro, e nei pressi di Viale Togliatti ha visto una scatola che si muoveva accanto ad un bidone della spazzatura. Dentro la scatola c'erano 4 coniglietti appena nati, al freddo, ancora con gli occhi chiusi, abbandonati lì, come se fossero immondizia. Li ha portati a casa, io ho cercato di dare loro del latte caldo con il biberon; ho cercato di salvarli tenendoli al caldo avvolti in una coperta, per poi la mattina dopo portarli ad una associazione. Ma senza la mamma… sono morti”. Appena nati, buttati nella spazzatura, morti. Ogni altro commento risulterebbe superfluo… E sono tante, tantissime le storie simili, storie di crudeltà e abbandono, come la storia di Gennaro P. che su facebook mi ha raccontato di avere trovato qualche mese fa 3 conigli morti in una gabbia chiusa lasciata vicino ai rifiuti, sotto il sole per di più, senza nemmeno dare ai 3 animaletti la possibilità di uscire dalla gabbia per cercarsi un rifugio o da mangiare. Storie pazzesche.

Il messaggio che vorrei dare, visto e considerato che ho in casa 9 conigli nani, li tengo in uno spazio grande e li accudisco come figli, e ho imparato a conoscerli, capirli, comunicare con loro, amarli (e i conigli ricambiano dimostrando il loro affetto verso la persona che li cura con tanti piccoli gesti quotidiani), è che il coniglio è un animale sociale e affettuoso: non è un pupazzetto “senza anima” da regalare al bimbetto viziato per Natale, bensì è un tenero e fedele compagno, come lo è il cane, oppure il gatto, o persino il formichiere se accudito con cura. É un amico che si fida di te, più debole di te, ma non per questo più st upido di te. Anzi, lui ti riconosce dall'odore, oltre che dalla voce e dalla vista, imparerà a fidarsi di te e a dimostrarti affetto, amore, gioia, e ti segnalerà (ad esempio sbattendo la zampa o “ringhiando” in modo sottile) quando la situazione che sta vivendo non gli piace.

Ogni padrone di un coniglio deve però rendersi conto che quest'ultimo non è facile da trattare, ci vogliono molta pazienza e una manciata di accortezze: ad esempio, mai lasciare il coniglio incustodito in giro per la casa dove ci sono fili elettrici o materiale di valore ad altezza coniglio, perché il pelosetto ama rosicchiare di tutto; mai lasciarlo in un balcone senza avere provveduto a chiudere eventuali buchi o fessure o spazi tra le grate, perché il pelosetto non possiede un grande senso della profondità e potrebbe lanciarsi nel vuoto; mai dargli da mangiare semi, granaglie, pane secco, dolci, bensì nutrirlo con fieno, verdure in abbondanza (lavate e non condite ovviamente) e pellet specifici per lagomorfi (visitare il sito www.coniglioshop.it per farsi un'idea della corretta alimentazione); mai tenerlo chiuso in una gabbietta, perché il pelosetto ama muoversi, saltare, correre e sdraiarsi in luoghi comodi; vaccinarlo e, se possibile, sterilizzarlo, portandolo da un veterinario esperto in animali esotici; ma soprattutto, mai comprare un coniglio al mercato o nei negozi, anche perché quelli in vendita sono spesso allontanati troppo presto dalla madre, e di conseguenza sono fragili, stressati e probabilmente moriranno presto. Ci sono tante associazioni che danno in adozione conigli in cerca di una casa e di una famiglia. Rivolgetevi a loro! E infine, se vi siete resi conto che il coniglio non fa per voi, per qualunque motivo, o che non potete più tenerlo in casa, rivolgetevi alle suddette associazioni, non abbandonatelo; loro si prenderanno cura di lui e gli troveranno sicuramente una famiglia.

E chiunque avesse segnalazioni su abbandoni di conigli o maltrattamenti di animali in generale, non esiti ad avvertire le autorità. Abbandonare un animale è un reato grave!

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