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Sentenza Tar su note spese Renzi, sia Pd che M5S festeggiano Politica

Firenze – Chi vince e chi perde? Mentre a Roma rotola la testa del ministro Guidi per vicende di intercettazioni, a Firenze si consuma la questione degli “scontrini di Renzi”. Richiesta di accesso agli atti avanzata dalle consigliere comunali pentastellate Silvia Noferi e Arianna Xekalos con tanto di ricorso al Tar contro il Comune di Firenze colpevole di non consentire l’accesso agli atti delle due consigliere (per inciso ricordiamo che comunque è ancora in piedi l’identica richiesta di accesso agli atti inoltrata dal consigliere comunale di Frs Tommaso Grassi).

Ebbene il tribunale amministrativo fiorentino ha dichiarato da un lato“improcedibile” il ricorso con cui le consigliere di Palazzo Vecchio hanno richiesto gli scontrini delle spese sostenute dall’attuale premier nell’allora ruolo di sindaco di Firenze; ma dall’altro, anche se il Pd festeggia la “vittoria”, le motivazioni non possono non fare esultare i pentastellati. Infatti, i giudici amministrativi scrivono che “ (….) l’accesso dei consiglieri comunali è strumento di controllo e verifica del comportamento dell’amministrazione in funzione di tutela di interessi non individuali ma generali ….”. E dunque, gli unici limiti che il diritto d’accesso incontrerebbe, sarebbe nel fatto che esso “deve avvenire in modo da comportare il minor aggravio possibile per gli uffici comunali e per altro verso, che esso non deve sostanziarsi in richieste assolutamente generiche …”. E, a ogni buon conto, il Tar della Toscana “condanna il Comune di Firenze alla rifusione delle spese processuali, che liquida in complessivi euro 3.000,0 …”.

Dunque, festa per tutti: per il sindaco Nardella, che se da un lato paga, dall’altro sbandiera l’improcedibilità del ricorso di Noferi e Kekalos; dall’altro i pentastellati, che vedono la possibilità di far ripartire il ricorso per ottenere i documenti agognati con una richiesta più circostanziata. Tant’è vero che il M5S ha già annunciato una nuova istanza di richiesta agli atti “modellata” su quanto indicato dal Tribunale amministrativo regionale. Ovviamente, da parte del Pd, oltre alla soddisfazione, è partita una salva di interventi che ha bollato i consiglieri del M5S come attori di una “bufala, l’ennesima”. Mai come in questo caso, insomma, pare valere l’antico detto “ride bene chi ride per ultimo”.  Chiunque sia “l’ultimo”.

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