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Sentinelle della Legalità, lanciate le campagne contro i femminicidi e per l’ambiente Breaking news, Cronaca, Società

Firenze – Ieri, 12 novembre,  un grande evento si è tenuto nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza regionale: una video conferenza, cui hanno partecipato oltre un migliaio di ragazzi e ragazze collegati da tutto il Paese, per un confronto su due temi scelti dagli stessi studenti inseriti nel percorso “Giovani Sentinelle della Legalità”, progetto promosso e strutturato dalla Fondazione Caponnetto. I due temi su cui gli studenti hanno deciso di accendere i riflettori sono stati la violenza sulle donne (qualche numero: all’inizio di quest’anno sono state 103 le donne uccise in Italia, di cui 87 in ambito familiare e affettivo e di queste 60 hanno trovato la morte per mano di mariti, fidanzati e compagni. Dati che registrano un incremento significativo rispetto all’anno 2020), e la questione Ambiente. All’evento, che ha coinvolto le scuole italiane, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha portato il suo saluto. Oltre a Giani, erano presenti il presidente della Fondazione, Salvatore Calleri, il responsabile nazionale progetto scuola Domenico Billotta con Sergio Tamborrino, responsabile regionale del progetto, il MIUR, Bernard Dika, consigliere del presidente della Regione per le politiche giovanili e innovazione. In sala, l’onorevole Lucia Azzolina, ex ministro all’istruzione, l’on. Rosa Maria Di Giorgi, l’on. Piera Aiello (componente della commissione parlamentare antimafia, testimone di giustizia, cognata di Rita Atria, e nel 2019 inserita dalla Bbc nella lista delle donne più influenti del mondo), la senatrice Caterina Biti. Collegati da remoto, i senatori Massimo Mallegni e Giovanni Endrizzi. Quella di ieri ha rappresentato la fase finale di un lungo percorso che compiono gli studenti, all’interno del progetto “Giovani Sentinelle della Legalità”, che li porta a contraffacciarsi via via con amministratori locali fino ai rappresentanti delle istituzioni nazionali del Paese. In sala anche Angelo Corbo, membro alla scorta del giudice Giovanni Falcone, sopravvissuto alla strage di Capaci.

Il legame fra la Fondazione Caponnetto e la scuola è di lunga data. “L’idea del Progetto Giovani Sentinelle nasce con Nino Caponnetto – spiega Domenico Billotta – dalla frase “Tutto è finito” che disse dopo l’uccisione di Falcone e Borsellino. Frase di cui si pentì subito, sentendo i ragazzi di Palermo gridare “Caponnetto non ci lasciare, chi ci difenderà”. Cominciò così la sua seconda vita, trascorsa percorrendo in lungo e in largo l’Italia, parlando delle vicende di Falcone e Borsellino, coinvolgendo poi tutto il mondo antimafia, entrando nelle scuole. Fu questo un punto fondante per Caponnetto: stare accanto agli insegnanti che chiamava partigiani dei valori. Bisogna lavorare nelle scuole con insegnanti e ragazzi, l’eredità di Caponnetto si trasferì alla Fondazione. Monitoraggio e denuncia delle infiltrazioni mafiose da un lato, ma dall’altro gande attenzione al settore educativo scolastico. Del resto, era lo stesso Caponnetto a dire ai ragazzi “siate sentinelle di voi stessi, lavvenire è nelle vostre mani, ma attenzione, ve lo possono scippare”. Il percorso nelle scuole è proseguito quindi anche dopo la sua morte”.

Il senso del Progetto “Giovani Sentinelle della Legalità” è dunque chiaro: creare una coscienza forte fondata sui valori di legalità, giustizia sociale, riferimenti alla Costituzione, una consapevolezza che è il più naturale e resistente degli anticorpi contro la mafia o la mentalità mafiosa. Del resto, è ormai acclarata la bontà del principio, enunciato dal giudice Caponnetto, che “la mafia ha più paura della scuola che della giustizia”, come cita Billotta.

Ma nel Progetto Sentinelle c’è anche qualcosa in più. “Si tratta di essere buoni cittadini – spiega il responsabile nazionale progetto scuola della Fondazione – le persone per bene sono tante nel nostro Paese, ma se stanno in silenzio diventano complici. Per questo ci ritroviamo alle prese con il deragliamento della politica, a scuola si parla di diversità e in senato si vota una legge contro le diversità. Si parla di combattere la mafia, ma la mafia è dentro allo stato. Qualcosa che non va c’è: basti pensare all’imprenditore che dice che i ragazzi, se vogliono lavoro e ferie, meglio stiano a casa, o alle proposte, udite con i miei orecchi, di lavoro a 400 euro mensili aprendo partita Iva. Mi sono vergognato, come genitore e come cittadino. Se stiamo in silenzio, siamo complici”.

Il buon cittadino dunque è chi non si lascia assordare dal silenzio, chi acquisisce conoscenza e si confronta. La Fondazione, col progetto Sentinelle, incontra circa 10mla ragazzi all’anno splamati su tutte le Regioni. Da questi incontri parte il percorso che porta alla convegno finale e al lancio delle proposte concrete. Sì, dal momento che non basta avvertire le criticità, non basta allertare le istituzioni, ma è necessario anche comprendere e lanciare le modalità per cambiare le coge. Il primo incontro con le scuole solitamente avviene fra novembre e dicembre, dal confronto su Costituzione e diritti negati e al termine di una discussione interna ai ragazzi, svolta anche con l’approfondimento dei vari temi, vengono enucleati gli argomenti che stanno più a cuore agli studenti. Verso febbraio-marzo, al termine dell’elaborazione, su questi avviene solitamente un incontro con gli amministratori locali. “Un argomento che sta a cuore a tutti – commpenta Billotta – diventa un bene comune”. I ragazzi costruiscono soluzioni insieme afli altri soggetti del territorio, associazioni, comitati, cittadini senza altri aggettivi, per trovare anche azioni da porre in essere in prima persona. Cn queste proposte si icnontrano sindaci ed assessori. “E’ questo il modo per fare terra bruciata intorno ai mafiosi, ai cattivi politici”, continua Billotta.

Il terzo passaggio, che di solito avviene in maggio, riguarda gli incontri fra ragazzi, incontri e scambi che avvengono per temi. Infine, fra ottobre e novembre, gli studenti si confrontano con gli esponenti politici, senatori e deputati del governo e non. I temi toccati dalle Setninelle sono stati diversi, dal bullismo alle infiltrazioni mafiose, ai beni consfiscati. Quest’anno, la scelta è caduta su due temi che saranno oggetto di una campagna nazionale, la violenza sulle donne e il rispetto dell’ambiente.

“La Fondazione Antonino Caponnetto – sintetizza il presidente Salvatore Calleri in particolare sulla questione dei femminicidi – esecra profondamente chi commette qualunque forma di violenza sulle donne. Troppe volte si interviene in ritardo senza dare tutela adeguata. Il cittadino comune in questo caso ha un dovere morale, non girarsi mai dall’altra parte, come ha fatto recenemente in modo mirabile il pugile romano”. L’episodio cui si riferisce il presidente è quello che ha visto protagonista in questi giorni l’ex pugile dilettante e insegnante di boxe da quasi trent’anni Andrea Marcelli, che, sentite nella notte le grida di aiuto di una ragazza, non ci ha pensato un attimo, si è alzato dal letto, è uscito dal suo appartamento ed è intervenuto fermando lo stupratore. Insomma, qualcuno che ha deciso di non voltarsi dal’altra parte.

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