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Serata precaria come antidoto alla precarietà Società

Precari più precari, venerdì sera al Fiorino sull'Arno; precario il lavoro, soprattutto, ma la conseguenza più grave è che precaria diventa la vita. E' ciò che hanno voluto ricordare il Movimento Precari che insieme con L'Unione sindacale di Base (Usb) hanno organizzato venerdì un evento. Non un semplice ritrovo, magari per raccontarsi per l'ennesima volta i propri guai; no, un vero e proprio evento che ha mescolato voglia di stare insieme attorno a un tavolo su cui fuma una buonissima pizza, voglia di cultura con la presentazione di un libro noir, voglia di ascoltare un gruppo musicale di grande spessore e di accurate ricerche sulla musica popolare come i "Terra Terra". Tutto insieme, perchè, come spiega Aurora Luongo, una dei leader del Movimento Precari di Firenze, "la precarietà non può azzerare anche il desiderio di vivere".

L'iniziativa è partita proprio da questa considerazione: "Davanti a un ragazzo, padre di famiglia, che scoppia a piangere perchè non gli è stato rinnovato l'ennesimo contratto e non sa come fare a giungere a fine mese, abbiamo deciso di dire basta. E di riappropriarci dei diritti minimi delle persone: ad esempio, quello di leggere un buon libro o di ascoltare buona musica. O di mangiare una pizza tutti insieme". Perchè? "Perchè anche l'allegria, la cultura, la musica l'amicizia e la solidarietà sono beni comuni". E' vero, magari quel ragazzo non vedrà risolti i suoi problemi, ma sapere di essere in tanti e pronti a non lasciarlo solo può aiutarlo a sentirsi più forte e capace di reagire. "Perchè la precarietà non è solamente non sapere come farai ad andare avanti con la spesa, l'affitto, il medico, la scuola per i bambini ecc., è anche una malattia dell'anima, che si appiccica addosso e da cui è difficile liberarsi" aggiunge Aurora Luongo. "E' la malattia dell'insicurezza perenne, del sentirti in balìa di tutto e tutti".
Un tema, quello della precarietà, che appare-scompare come la balena bianca del capitano Achab in Moby Dick. "Tutti pronti a parlarne quando un caso evidente, una tragedia, o la semplice volontà di strumentalizzazione la fanno tornare a galla – conclude Luongo – tutti pronti a dimenticarsene quando non è più utile, comoda, gestibile. Perchè il vero problema è che la precarietà intesa come sistema generale di lavoro e di produzione, ingenera sfiducia, incapacità di guardare al futuro, e soprattutto rischia di rompere legami solidali come l'amicizia o la solidarietà data dall'appartenenza a una medesima sventura. Isola l'individuo, e lo rende solo, mentre i compagni di lavoro diventano avversari". L'antidoto? Cultura, musica, stringersi insieme e riconoscersi. Insomma, la Serata dei Precari.

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