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Serena Dandini presenta l’ultimo libro: meglio la scrittura che la tv Cultura

Pisa – Una Serena Dandini incontenibile e tornata vittoriosa da Siviglia, dove “ferite a morte” si è accaparrato il premio come miglior evento no-profit europeo, ha presentato il suo primo romanzo (ma non primo libro) nell’ultima giornata del Pisa Book Festival. Con la presentazione de “Il futuro di una volta”, edito da Rizzoli, la nota presentatrice, intervistata dai giornalisti del quotidiano La Repubblica Laura Montanari e Fabio Galati, ha intrattenuto con la sua ironia i quasi trecento presenti giunti al Palazzo dei Congressi.

«Nel romanzo – racconta – Laury, donna in età matura è una cosiddetta fricchettona: continua a vivere come una eterna ragazza, fuma ancora le canne con gli amici della gioventù, un mucchio di teste leggere e generose che le hanno riempito la vita”. La figlia Elena, trentasettenne lavora in un’azienda privata, con un anonimo posto da impiegata. Dal suo ufficio guarda il mondo a distanza, senza mai abbandonare una dieta a basso contenuto di emozioni. Ma ad un certo punto le cose cambiano e le protagoniste dovranno mettersi di fronte alle proprie realtà: Laury non potrà affrontare le cose con il vigore dei suoi vent’anni e la figlia dovrà scoprire i propri sentimenti, il tutto condito in un turbinio di personaggi e situazioni tragicomiche. E’ il conflitto tra due generazioni che non si comprendono, ma devono provarci». «Nel libro – dice – si ride tanto, ma si piange altrettanto». E mentre continua a raccontare le varie vicende le persone si affrettano ad acquistare il libro. E’ la solita Dandini contagiosa tv e radio (reduce dal successo la trasmissione “Stai Serena”). Anzi, forse anche di più. Che sia arrivato il momento di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura e ai romanzi in particolare?

«Sono una romanziera primipara attempata – scherza nell’incontro in sala stampa –, ci ho messo un po’, ma sono soddisfatta del lavoro. Scrivere un romanzo è stato il privilegio più grande, ho sempre amato la scrittura nel mio lavoro, ma calarsi in questo genere letterario dà enormi soddisfazioni. Per questo ho interrotto la bellissima esperienza in radio, che insieme alla televisione costituisce la mia grande passione e la mia storia professionale». «La scrittura però è come una droga, ti permette di avere una condivisione sentimentale così forte e profonda che la televisione e la radio non ti danno. Adesso voglio concentrarmi su questo».

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