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Sergio Scatizzi, nel centenario della nascita, antologica alla Florence Art Gallery Breaking news, Cultura

Firenze – Antologica dal gusto museale la mostra che è stata inaugurata sabato pomeriggio alla Florence Art Gallery in Borgo Ognissanti dedicata a Sergio Scatizzi in occasione del centenario dalla nascita, a cura di Giovanni Faccenda e intitolata “Scatizzi 1918-2018 Cent’anni di colore e materia”. In tanti, collezionisti, amici, artisti, appassionati d’arte hanno affollato per tutto il pomeriggio gli spazi della nuova galleria d’arte fiorentina, un luogo ideale, nel cuore di Firenze, dove gli appuntamenti di Franco Ristori con l’arte selezionata hanno trovato la loro sede d’elezione. Accanto la Chiesa di Ognissanti, scrigno di tesori come la Croce dipinta di Giotto, luogo di devozione dove riposano illustri personaggi, da Sandro Botticelli a Simonetta Vespucci, solo per fare qualche nome. Ai lati della piazza gli edifici ottocenteschi sedi degli esclusivi alberghi della città, di fronte la vista che si apre sull’Arno.

Una posizione che siamo certi sarebbe piaciuta al Maestro, fiorentino d’adozione, da quando nel 1955 aveva scelto di risiedere in Via de’ Federighi, prima ancora di quella che sarà la sua definitiva dimora e frequentato studio in Via Maggio 54. Negli anni Sessanta la sua collaborazione con la Galleria l’Indiano, di questo periodo, ad aprire la mostra “Terre” e “Fiori” del 1962 , il ciclo delle terre volterrane e uno dei motivi a lui più cari, l’omaggio alla natura attraverso i fiori, sono tra le opere di grande suggestione, ormai introvabili se non in collezioni private o pubbliche. Non dimentichiamo che proprio di là d’Arno, alla Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, alla fine del 1997 la mostra dal titolo “Sergio Scatizzi. Gli anni dell’informale” curata da Carlo Falciani e voluta da Carlo Sisi, rese omaggio alla sua produzione, una mostra monografica che prese spunto da tre opere conservate in Galleria, un Paesaggio del 1956, Fiori del 1957 e Frutti premiati nel 1967 con il Fiorino, un omaggio a uno dei maestri toscani che con la sua produzione artistica ci ha lasciato una delle più importanti testimonianze dell’arte del Novecento.

Come sottolinea il critico d’arte Giovanni Faccenda nel suo saggio in catalogo “…Dinanzi a quello che oggi sappiamo essere stato il luminoso apogeo nella parabola creativa di Scatizzi, non è possibile tacere la convinzione di un primato, talvolta osato in certe riflessioni, spesso taciuto, che andò a contraddistinguere, con verbo pacato, la dimensione informale di un naturalismo inseguito fra grumi di colore esasperati e suggestioni ardenti. Perché, pur tenendo in debito conto l’anticipo temporale che accompagnò la ricerca di Morlotti, è il caso ugualmente di avvalorare l’inflessione più intima che raggiunsero, soprattutto quei fiori avvizziti, quei frutti terragni, disposti su un piano etereo, simile concettualmente a quello scelto per le sue composizioni da Morandi, al culmine della loro fugace metafora esistenziale.”

Dalle opere degli anni ‘60 la mostra fiorentina ci accompagna nella produzione degli anni che seguono, fino a quella più recente, pochi anni prima della sua scomparsa nel 2009. I temi sono i suoi prediletti, paesaggi, fiori, nature, Firenze, Venezia. I colori sono quelli di chi “… ha portato la felicità del dipingere: una cosa bellissima e misteriosa che Dio dà a chi vuole” come ebbe a dire Antonio Paolucci. A quasi dieci anni dalla sua scomparsa l’esposizione delle opere di Sergio Scatizzi alla Florence Art Gallery, fino al 24 novembre, ripercorre la sua parabola artistica con dipinti selezionatissimi in grado di restituirci la grandezza di un protagonista del Novecento italiano.

 

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