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Servizi alla persona al banco del farmacista Opinion leader

La farmacia pubblica come l'abbiamo intesa in questi decenni è destinata probabilmente a vivere un profondo cambiamento ed è nostro compito, come associazioni di categoria nazionale e regionale quello di comprendete questo mutamento, discuterne insieme e definire delle strategie di crescita e di supporto alle imprese.
In questi anni abbiamo assistito ad una lenta erosione della redditività delle farmacie in generale, anche di quelle pubbliche, conseguenza dei continui, spesso irragionevoli interventi di contenimento della spesa farmaceutica a danno dell’anello più debole della catena, la farmacia. Una lenta erosione agevolata anche dalle, seppur parziali, iniziative di liberalizzazione. Questo fenomeno ha costretto il nostro management a sforzi continui di ottimizzazione, sforzo che ci consente di dire che comunque ancora il sistema delle farmacie pubbliche è un sistema economicamente sano, aspetto non irrilevante nel quadro della attuale prolungata crisi economica.. 

Questa contrazione di redditività della attività di vendita del farmaco ha spinto molte nostre farmacie a cercare nuove attività, nuovi servizi per attrarre la clientela in una logica di servizio pubblico. Sono nate iniziative importanti, alcune anche qui in Toscana, per attivare nuovi servizi alle persone: telemedicina, diagnosi preventiva, educazione alimentare, supporto psicologico, segretariato sociale. Una tendenza sostenuta anche dal recente provvedimento legislativo, il DL69/2009 che attribuisce alle farmacie ruoli importanti di presidio socio assistenziale.

La farmacia pubblica ha un marchio positivo nella pubblica opinione, ed è un presidio qualificato e ramificato in tutte le realtà, anche le più piccole. Una rete capillare fatta di fiducia e di competenza, che potrebbe essere molto valorizzata: per questo qui in Toscana abbiamo proposto che la farmacia sia un punto di riferimento forte della rete di protezione socio assistenziale e di fornitura di servizi. Una rete di soggetti che deve fare più sistema, crescere dimensionalmente, mettere servizi in comune. Solo così sarà possibilere sistere alle tentazioni alla vendita o alla svendita di questo patrimonio, decisione che alcune amministrazioni proprietarie potrebbero adottare spinte dalla crisi di finanza pubblica. Una strada miope, che priva il comune di una risorsa importante, per una plusvalenza di breve periodo. Certo la normativa deve aiutare questi processi e non ostacolarli. 

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