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Servizi domiciliari, bene per Saccardi, De Zordo e Grassi attaccano Politica


Servizio domiciliare, la polemica si fa rovente in consiglio comunale. Sotto tiro, l'assessore Stefania Saccardi, che risponde a una domanda sollevata dai consiglieri comunali Ornella De Zordo (Unaltracittà) e Tommaso Grassi (Sel). Sotto accusa, in particolare, il fatto che "il Comune affermi che il fabbisogno della popolazione fiorentina è soddisfatta, quando riteniamo evidente che ci sia bisogno di più ore di servizi domiciliari".
Ma quanto è stato tagliato il servizio sul territorio? Un numero piuttosto cospicuo di ore scomparse, secondo le informazioni di cui sono portatori Grassi e De Zordo: 9mila ore in cinque anni, vale a dire un taglio del 30% sui servizi. "Dovrebbe significare – argomentano i due consiglieri comunali – una riduzione equivalente del fabbisogno nella popolazione, mentre purtroppo noi riscontriamo un incremento della richiesta da parte della popolazione anziana e disabile".

Dunque, i conti non sembrano affatto tornare per Grassi e De Zordo, che chiedono viceversa al Comune, al di là di dichiarazioni tranquillizzanti, una risposta concreta. E sulla situazione in cui versano gli operatori: "Pieno sostegno alla protesta del personale impiegato attualmente nei servizi domiciliari del Comune di Firenze – dichiarano i consiglieri – non si può ridurre ogni anno migliaia di ore di lavoro alle cooperative, e non investire sul personale interno al Comune riducendo non solo quantitativamente il servizio offerto alla cittadinanza, ma costringendo anche i lavoratori a ritrovarsi licenziati o in cassa integrazione in deroga come sono attualmente quelli della Cooperativa Castello, che gestiva il servizio nei quartieri 1 e 5."

Una questione che si trascina da tempo, come fanno comprendere i due rappresentanti dell'opposizione:
"La gara d'appalto è scaduta da molto tempo e finora si è proceduto con proroghe temporanee: adesso è il momento prima di pubblicare un nuovo bando di gara d'appalto che il Comune chiarisca definitivamente e in maniera precisa quali siano le prospettive di questo servizio e alle lavoratrici e ai lavoratori che vi sono coinvolti si dica se sono destinati a finire licenziati o in cassa integrazione senza alcuna prospettiva di mantenimento dei livelli del servizio domiciliare e del livello occupazionale. Non può soddisfarci sapere che verranno confermate nel prossimo bando le 17.500 ore del 2011, ridotte secondo l'andamento dei primi 5 mesi del 2012: questo significherebbe ridurre ulteriormente il servizio ad anziani e disabili e mandare in cassa integrazione o licenziare ulteriore personale delle cooperative".

 

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