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Servizi pubblici e appalti, la Firenze del no scende in piazza Cronaca

Firenze – Un’altra giornata di mobilitazione, quella di ieri, contro la “scuola in appalto”. Ma non solo. Il messaggio era forte e chiaro, gridato, scritto, dipinto e portato sulle braccia e sulla bocca di centinaia di persone (400 la cifra ufficiale, circa il doppio gli organizzatori) che ieri sono sfilate per le vie della città, da piazza SS.Annunziata a Palazzo Vecchio.

Cartelloni, palloncini, slogan e canti, molti bambini, per dire che la “dismissione dei servizi pubblici attraverso gli appalti a cooperative e privati non sono accettabili”. A parlare sono non solo i sindacalisti, ma quel coacervo di insegnanti, dipendenti pubblici, fruitori di servizi, genitori, cittadini che si sono stretti attorno alla battaglia della scuola per dare un segnale di “stop” a un principio fondamentale, la natura pubblica dei diritti “essenziali” (come li chiama Daniele, un dipendente della Pa al seguito del corteo) del cittadino. Dunque, non solo “scuola”.man3

No, non solo scuola. Infatti, fra la gente che è scesa in piazza nonostante pioggia, vento, un freddo insolito per la stagione, e poi di nuovo sole, ecco spuntare un delegazione di lavoratori di Publiacqua, anche loro coinvolti “in man1un processo di dismissione”, come piega un baffuto signore che non vuole darci il nome. Poco più in là, un’altra delegazione, questa volta di lavoratori Inps. Una consistente e rumorosa delegazione dei lavoratori “in appalto” delle cooperative. Insomma, se una nota comune si può trovare per la manifestazione di ieri, ebbene, quella è proprio la trasversalità, non solo dei dipendenti dei vari enti o amministrazioni pubbliche che vedono “lo smantellamento dello stato sociale e l’arrendersi sempre più evidente alle esternalizzazioni”, come spiega l’Usb, ma anche dei cittadini stessi, i “fruitori di servizi” che, sull’onda della “scuola in appalto” sempre più e sempre più numerosi segnalano il loro disagio nelle piazze fiorentine. Come racconta uno degli striscioni: “Servizi pubblici Beni comuni”. Trasversalità che non è solo della folla attorno, ma che vede anche tutte le sigle sindacali marciare unite: così, le Rsu comunali in prima fila vedono i rappresentanti di Cgil e Usb insieme, le bandiere dei Cobas sventolano con quelle delle altre sigle. Insomma la prova “dell’unità” ieri è andata benone. E forse potrebbe diventare la vera spina dorsale delle prossime vicende. E stamattina, venerdì 22 maggio, un’altra mobilitazione: sciopero per tutta la giornata e presidio sotto la prefettura di via Cavour degli educatori delle cooperative Di Vittorio, l’Agorà e Zenit di firenze, Scandicci, Campi bisenzio, Sesto Fiorentino, Signa, Lastra a Signa, Vaglia, Fiesole e Calenzano contro “la perenne precarietà dovuta alla logica degli appalti al ribasso”. 

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