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Sesto Fiorentino, lo sport strumento di vera accoglienza Breaking news, Società

Sesto Fiorentino – Fare dello sport uno strumento di inclusione e integrazione in grado di ridurre le distanze e formare la persona: è questo l’obiettivo che il Comune di Sesto Fiorentino e le società sportive del territorio hanno condiviso ieri mattina con la firma del protocollo per la realizzazione di progetti di inserimento sociale per i migranti. A sottoscrivere l’accordo sono state otto società (A.S.D. Basket Sestese, A.S.D. Polisportiva Associazionismo Sestese, A.S.D. Polisportiva Padule Baseball, A.S.D. Sesto Calcio 2010, A.S.D. Sesto Rugby, S.S.D. A.R.L. Sestese Calcio, U.S.D. Rinascita Doccia, Bocciofila Sestese) che già da gennaio condivideranno le proprie proposte con i richiedenti asilo ospiti delle strutture di accoglienza gestiti da Associazione Caritas, Cooperativa Il Cenacolo e Associazione Le Case. Ai migranti sarà offerta la possibilità di svolgere attività di volontariato e utilizzare gli impianti in base ai loro interessi e attitudini.  L’attività di volontariato riguarderà soprattutto la gestione degli impianti, il decoro degli spazi di gioco, degli spogliatoi e delle aree accessibili al pubblico, lo svolgimento di piccoli interventi di gestione del verde, l’approntamento dei campi e le attività di ausilio alle squadre ospiti. 

“I richiedenti asilo presenti sul nostro territorio sono circa 90 e pensiamo che sia fondamentale cogliere l’opportunità di inclusione e integrazione offerta dallo sport che, come affermava Nelson Mandela, è capace di ridere in faccia ad ogni discriminazione – spiegano l’assessore alle Politiche Sociali Camilla Sanquerin e l’assessore allo Sport Damiano Sforzi – L’adesione da parte delle società sportive è stata appassionata e contiamo di riuscire ad ampliarla nelle prossime settimane. I migranti sono quasi tutti giovani e giovanissimi e siamo convinti che il loro coinvolgimento in attività a contatto con coetanei possa aprire grandi prospettive di integrazione nel tessuto sociale, riducendo le condizioni di disagio ed esclusione e permettendo lo sviluppo di competenze che possono essere utilizzate, anche dopo questa prima fase di accoglienza, per opportunità nel mondo del lavoro”. 

“Alle società sportive e alle associazioni – dicono ancora – va il ringraziamento di tutta la città. Prevenire le tensioni, creare le condizioni di vera accoglienza significa prima di tutto riuscire a dare risposte secondo una logica che non sia quella dell’emergenza, perché non siamo di fronte ad un fatto eccezionale. Dare risposte collettive e solidali, proprie di una comunità coesa, è lo strumento più efficace per vincere una sfida che ci vedrà impegnati tutti insieme ancora per diversi anni”.

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