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Settembre, i nodi tornano al pettine Politica

Matteo Renzi suscita la "hola" a Reggio Emilia, ma a Firenze si aspetta l'inizio dei "compiti"di settembre. Sarà che con la pioggia finalmente arrivata è più facile salutare le vacanze a guardare al lavoro o alla scuola, sarà che le cifre della crisi rovesciate addosso ai cittadini sono da paura, l'atmosfera che si respira è quella di rimboccarsi le maniche e ricominciare. Da dove?

L'amministrazione comunale ne ha varie, di questioni da affrontare. Dalla tramvia, o meglio, dalla famosa linea 2 della tramvia, che, come anticipato da Stamp in tempi non sospetti, sconta il grosso rischio di non poter accedere a ulteriori sovvenzioni bancarie. Sul tema, fanno fede i dati presentati dal consigliere di Sel Tommaso Grassi in consiglio comunale: accesi mutui per 232 milioni dall'inizio del mandato, restituiti 140milioni. Aumento dell'inddebitamento totale: 90 milioni. Conseguenze? "Per tornare sotto la soglia governativa del 4%, il Comune di Firenze dovrà azzerare completamente l'accensione di nuovi mutui a partire dal 2014, guarda caso l'anno in cui Renzi finirà il suo mandato", spiega Grassi, rilanciato sul sito www.linkiesta.it in un pezzo dedicato al tema. Ma la priorità tramvia-linea 2 è urgente, pena la perdita dei finanziamenti europei. Ottimismo di Renzi in merito, convinto che grazie alla sua intraprendenza e a qualche asso ancora da calare, si riuscirà non solo a partire con i lavori, ma anche a non perdere i fondi europei.

E nell'agenda del sindaco non possono non mancare le alienazioni o trasformazioni del patrimonio immobiliare. San Salvi, per esempio. Uno dei punti caldi della contestazione, una necessità secondo quanto esternato dal sindaco sulla stampa cittadina, dal momento che il conglomerato è agganciato a doppio filo alla ristrutturazione di Torregalli. L'ipotesi di vendita da parte dell'Asl e della variante urbanistica da parte del consiglio comunale scatena di nuovo le opposizioni, che parlano di fulmine a ciel sereno. Ma non basta. C'è da mettere a posto altre questioni legate al patrimonio immobiliare del Comune, fra cui tutta l'area dell'ex-Manifattura. Non solo: l'intero piano di dismissioni sembrerebbe fare acqua da tutte le parti, fra vendite non andate a buon fine e incassi reali molto al di sotto delle aspettative. Anche qui bisognerà inventare qualcosa.

Altro punto critico che settembre porta nel paniere è la questione della Fondazione Teatro del Maggio Musicale fiorentino, presieduta dal sindaco.
Per fronteggiare un sempre più concreto rischio di commissariamento, a fronte dell'incremento delle perdite (-8,8 milioni di euro nel 2012, -6,3 nel 2011) il Comune ha stanziato 26milioni come quota parte della Fondazione nel nuovo auditorium Parco della Musica, secondo i dati offerti dall'Inkiesta. Ma il terreno su cui dovrebbe sorgere il Parco non solo è ancora di Rfi, ma la sua alienazione al comune è sottoposta a condizione che passi in consiglio la variante urbanistica per cambiare di destinazione d'uso le Officine Ferroviarie di Porta a Prato.

Altro ancora? Si passa dalla questione delle partecipate, dall'Ataf, per cui la dismisione è ormai vanzata, a Quadrifoglio, alla gloriosa (e dispendiosa)Centrale del Latte. E Casa spa e Firenze Parcheggi, o meglio, i loro debiti?

Infine, la questione dei bancarellai di San Lorenzo: l'ha detto il sindaco, ora la concertazione è stata fatta, a settembre si decide. Magari fra un comizio e l'altro della campagna per le primarie.

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