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Settembre nero per le case popolari: i dati dell’emergenza Società

Casa spa, cantieri a ritmi forzati ma mancano risorse per gli alloggi di risulta

Il parco case di Casa spa, l’ente gestore dei 33 Comuni del Lode fiorentino, consta di circa 12mila abitazioni. Molte di queste risultano “sfitte”, vale a dire vuote. In attesa di assegnazione, certo, ma soprattutto in attesa delle risorse per ristrutturarle e renderle nuovamente abitabili e dunque riassegnabili. I numeri? Difficile darne di certi: per restare al territorio di Firenze, si parla di circa 300 unità immobiliari in attesa di ristrutturazione.

 

Casa spa ha comunque numerosi cantieri aperti per nuove costruzioni. A Firenze sono 9, così ripartiti: Santa Maria a Cintoia 10 unità, progetto in fase di riappalto; Leopolda 80 unità immobiliari progetto appaltato; ex-Sime 94 appartamenti con cantiere in corso; via del Pesciolino altri 52 appartamenti con appalto in corso; 24 appartamenti a Pontignale in fase di riappalto, 60 Giuncoli Canova cantiere in corso; 45 ex-Longinotti cantiere in corso; 24 Puc Pegna in progettazione; 90 in via Torre degli Agli in progettazione.
Inoltre, non si ferma l’attività di recupero edilizio: sono tre i cantieri in questo momento a Firenze per il recupero, per 4 alloggi a S.Maria a Cintoia in fase di riappalto, 20 in via Lorenzini in progettazione, 5 in via Gelli dove il cantiere è in corso, 17 all’ex-Meyer in progettazione.
Alcune punte sono di straordinaria eccellenza sia per tecniche innovative di costruzione che per risparmio energetico e sostenibilità, come l’ex-Longinotti o via Canova.
Un parco case notevolissimo, ma che dovrà aspettare qualche mese, o qualche anno, per vedere la completa realizzazione.
Allo stato e nell’immediato, è ragionevole pensare che le unità immobiliari che si libereranno e saranno messe a disposizione saranno nell’ordine di 100-150 distribuite nell’anno.

Emergenze e esecuzioni veloci “divorano” gli alloggi per gli assegnatari

 

Un altro dato allarmante riguarda le emergenze. Secondo la legge, dalla lista degli assegnatari, si possono utilizzare il 30% circa di abitazioni per le emergenze. A Firenze, il tetto è stato abbondantemente superato: siamo verso il 53%.
Ciò significa che, dei 139 alloggi assegnati da gennaio ad agosto, 74 sono andati a coprire le emergenze. Dunque, sommando l’esplosione della domanda, la naturale “vita” dei cantieri (almeno due anni), il problema delle risorse che bloccano gli appartamenti sfitti e le emergenze, il rischio è di ritrovarsi senza case da assegnare.
Un altro dato ancora riguarda la velocità delle esecuzioni.
Fino a qualche tempo fa, la media degli sfratti esecutivi fiorentini si aggirava fra le 20 e le 30 esecuzioni al mese. Un dato allarmante, ma che consentiva alla struttura cittadina di sopportare il carico e in qualche modo supportare le famiglie. Da luglio scorso, le esecuzioni sono salite a 60, fino a 70 al mese, con la conseguenza che il famoso passaggio da casa a casa, già difficile prima, ora si trasforma in un miraggio, mettendo a dura prova i classici meccanismi di gestione della stessa amministrazione.


Occupazioni come “volano” in attesa della casa

Un altro dato ancora sono le occupazioni. Per quanto fuori dalla legalità, gli alloggi occupati dell’Erp e le strutture pubbliche dismesse (ex ospedali, scuole abbandonate, uffici vuoti da anni) ricoverano centinaia di famiglie. L’ondata di sgomberi ha ovviamente rimesso in gioco tutta una serie di persone che necessitano sia di aiuti sociali ampiamente intesi che di alloggi. Infatti, pur essendo spesso presenti nella lista degli aventi diritto in seguito alla partecipazione al bando, le famiglie non hanno reddito per pagare un affitto aspettando l’assegnazione. E così, per molti l’occupazione diventa un volano: è l’unica alternativa in attesa della casa.


Contributo per l’affitto: i tagli del governo azzerano di fatto il fondo e le famiglie diventano morose

A tutto ciò, si aggiungano le 1425 famiglie (sempre nel territorio fiorentino) che si trovano in alloggi privati e godono del contributo affitto. Con la manovra governativa, il fondo per il sostegno all’affitto è passato, per la Toscana, dai 12milioni del 2010, agli 8,9 del 2011, mentre nel 2012 sarà di 600mila euro, il che significa di fatto l’azzeramento. Con una conseguenza inevitabile: senza il contributo, la quasi totalità delle famiglie “aiutate” non potrà più pagare il canone, entrando nell’inferno della morosità e dello sfratto.
La morosità, che è diventata da anni il primo motivo di sfratto (85% dei casi), tocca ora fasce d’età prima impensate: giovani e 50enni sono nell’occhio del ciclone, vale a dire la fascia produttiva del paese.
I primi non trovano lavori adeguatamente retribuiti e giacciono nel precariato; i secondi spesso, il lavoro, lo perdono, e quando e se lo ritrovano, è nella maggioranza dei casi precario.

 

 

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